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Sarò il tuo giullare

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Siedo nei luoghi della mia infanzia. Guardo la casa dell' estate e del ritorno, mentre una Bruna atletica, con i capelli riuniti in una coda, passa di fronte a me e mi sorride. Mostra l' addome e il risultato della palestra. Vorrei ricambiare lo sguardo ma due mosche si tormentano e il loro correre sul naso e le labbra rende assai difficoltoso e prosaico il mio approccio galante. -Vorrei dire delle mosche quel che si dice del fumo - esclamo, scacciando via le bestiacce che mi ronzano intorno. -Cioè? - chiede lei, la voce roca. -Che le mosche vanno dai belli... sappiamo bene dove sono solite calarsi - replico invitandola a sedere con me. Lei ride: - Hai un modo poco ortodosso di corteggiare una - si accomoda vicino a me e condividiamo le mosche, fra sguardi complici e reciproci complimenti. Ha trentacinque anni, insegna Pilates e adora la frutta. Le dico che il 18 luglio compirò, se Dio vuole, 49 anni e mi blandisce assicurandomi che per via dalla pelle del viso e delle braccia...

La Santa Inquisizione del politicamente corretto

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  La Santa Inquisizione del politicamente corretto si prepara a rieducare tutti noi. Onusti di gloria, i novi homines non perdono occasione di costruire una forma nella quale i più deboli sono tutelati. Apparentemente qualsiasi minoranza ha schiere di difensori che morirebbero per rendere la vetrina sociale presentabile, garbata, pulita. Tutto meraviglioso, insomma: una società che non tutela i deboli e le minoranze è malata nelle sue radici. Lo penso da sempre, oggi ancor più di ieri. Ma c'è qualcosa che non torna. Non abbiamo fatto i conti con il Dio Mercato. Oppure, improvvisamente, sì è fatto da parte? E se addirittura fosse diventato sensibile? Non dico buono - non è possibile - ma se si fosse scoperto meno bestiale? E invece no: il grande regista delle umane miserie non è cambiato. Si è solo raffinato. Ecco allora nei film, nei libri, in ogni 'manifestazione artistica' la sua mano. Il suo pugno di ferro. Ecco, allora, le solite macchiette, nei libri come al cinema, le...

Il mio anno scolastico 2025/2026

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  Il mio anno scolastico 2025/2026 si è caratterizzato per una continua e dolcissima pressione sulle spalle. Infatti, sia durante le ore di lezione che persino nelle riunioni, senza che io ne avessi il minimo sospetto, trovavo dietro di me Lan, ragazza cino vietnamita alta tre metri, che poggiava sul mio trapezio le sue dita lunghe e nodose e prendeva a massaggiarmi. Indubbia la sua perizia, non posso negarlo. La sua espressione immota, però, a volte mi lasciava perplesso. Immaginate con quale stato d'animo mi avventurassi con Astolfo sulla luna alla ricerca del senno di Orlando, oppure con quale tremore mi accostassi allo sdegno misogino che infuoca i versi di Giovenale? - Scusami, Lan - mi sono azzardato una volta, davanti ai miei alunni, nella devastazione della sesta ora - puoi evitare per qualche giorno di massaggiarmi le spalle? Sai, avevo l'illusione di essere in qualche modo libero e... Lei non ha risposto. Non si è allontanata. Non ha mutato espressione. Spuntava così,...

Italietta da Commedia dell'Arte: Balanzone

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  Le prime testimonianze di Balanzone si hanno intorno alla metà del Seicento. L'etimologia è incerta, ma alcuni studiosi fanno risalire il suo nome alle 'balle' (nel senso di enormi spropositi) che infarciscono il suo eloquio. I suoi interminabili sproloqui, punteggiati da citazioni stravolte e da assurdi voli pindarici, mettono in ridicolo le pretese oratorie dell'intellettuale da strapazzo. Balanzone, arrogante, logorroico, presuntuoso, è fra le maschere più divertenti e antiche della Commedia dell'Arte.

I cantanti impegnati e il clima da linciaggio in nome della pace

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 Io sin da bambino ho sempre ascoltato i cosiddetti cantanti di protesta degli anni Settanta: Bennato, De Andrè, Finardi. Anche Vecchioni e De Gregori, sebbene meno polemici, li sentivo volentieri. Un passo indietro Guccini: quando sono cresciuto, sebbene amassi alcune sue canzoni, lo trovavo noioso. Non mi piacevano e non mi piacciono nemmeno ora i lamenti amorosi alla Cocciante o Baglioni, tuttavia rimango sempre diffidente quando ascolto canzoni che sembra vogliano farsi portavoce di una fazione politica. I 99 Posse, per esempio, non li stimavo: non solo per la droga che ammuffiva loro il cervello, ma anche perché cristallizzati in una comfort zone: cantavano per il loro pubblico, lo rassicuravano. Anche i bravi Punkreas, che da poco ho scoperto grazie a mia figlia, sono nettamente schierati. Non hanno mai dubbi. Sebbene mi piacciano le loro canzoni, sono pezzi come La canzone del bosco che trovo geniali, perché alleggeriti dal didascalismo ideologico e quindi più ironici ed eff...

"Sergio Leone: mito e poesia": rassegna stampa.

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  In questa pagina, in continuo aggiornamento, sono inseriti gli articoli più significativi sul mio saggio su Sergio Leone dedicato a mio padre.  Intanto ecco il link della pagina del saggio sul sito della casa editrice Condaghes: https://www.condaghes.it/scheda/978-88-7356-434-8/sergio-leone-mito-e-poesia/it Qui, sebbene presente o ordinabile nelle librerie, il link per l'acquisto online: https://www.saribs.it/scheda.asp?id=SBS-978-88-7356-434-8&ver=it&ref=con "La Nuova Sardegna", Antonella Usai, 3/7/2025: "Olbia.it", Barbara Curreli, 6/7/2025: https://www.olbia.it/olbia-sergio-leone-e-cera-una-volta-il-west-raccontati-attraverso-le-parole-i-ricordi-e-i-sogni-di-filippo-pace- "Sassari notizie", Redazione, 11/7/2025: https://www.sassarinotizie.com/2025/07/11/esce-sergio-leone-mito-e-poesia-il-nuovo-saggio-di-filippo-pace/ "Logudoro Live", Piera Anna Mutzu, 11/7/2025: https://www.logudorolive.it/sergio-leone-mito-e-poesia-il-nuovo-sagg...

Lettera a Marisol

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  Io ho sempre visto nei tuoi occhi, Marisol, sin dalla prima volta da bambino, la poesia. Avevo accanto mio padre e coltivavo la sensazione che era dalla tua parte che saremmo dovuti stare per cambiare il mondo. Cambiare il mondo… utopia infantile accesa dalla voce di papà - ancora mi risuona nelle orecchie – mentre recita Gozzano e Dante o disegna gli orizzonti di una nuova società più giusta. Ne sono passati di anni, Marisol… Chissà dove sei andata, dopo che lo straniero ti ha liberata restituendoti tuo figlio e tuo marito. Chissà se hai trovato un luogo in cui hai potuto vivere serena, lontana dalla violenza e dalle ingiustizie. Eppure ogni volta che lo rivedo, quello sguardo mi ricorda che cosa voleva dire per me bambino sognare un futuro di uguaglianza e di libertà. E ripenso a mio padre, al professore che non fa ritorno, alla nuova generazione, la mia, che ha fallito il suo appuntamento con la Storia, travolta da cambiamenti che non è riuscita a cavalcare… Ma verranno i no...