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Beoti e beati

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Il 18 luglio ho pubblicato il mio nuovo singolo   Che cosa abbiamo da ridere, non lo so in migliaia di selfie con smorfie da brivido e con labbra a forma di cuore: beoti e beati noi. Ignoranti, felici e contenti siamo però difendiamo i nostri bambini da tutti i vaccini non capiamo che cosa leggiamo: beoti e beati noi. Elargiamo luoghi comuni senza pietà e affolliamo le discoteche in gran quantità e ascoltiamo canzoni d'amore: beoti e beati noi. Questa realtà è tutta per noi milioni di app per farci sognare tutti al mare quando arriva l'estate tutti di corsa a inseguire le mode. Che cosa abbiamo da ridere, non lo so saranno le strisce di coca - fantastico! - ci sfasciamo per fare gli eroi:  beoti e beati noi beati e beoti noi beoti e beati noi. Testo e musica: Filippo Pace Chitarre e voci: Filippo Pace Fischi, effetti, voci: Andrea Addis Basso e batteria: Luisella Tomi Consulente artistico: Paolo Idini Note a margine: Non potevo non celebrare con un blues la deriva meravigliosa...

Cinghiali irrompono nella piazzetta di Porto Cervo e aggrediscono i passanti

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  Una dozzina di cinghiali dagli occhi fiammeggianti ha fatto irruzione nella piazzetta di Porto Cervo e ha aggredito gli ignari passanti, intenti a farsi selfie e a esibire gli abiti firmati. La carica dei cinghiali I grugniti e i brontolii gutturali delle bestie si sono così uniti, in un dissonante coro, alle urla umane e io, che ero lì cercando di corteggiare Luisella Tomi, la mia amica di sempre, ho assistito ad una scena degna dei più sconvolgenti film horror. Vetrine sventrate dalla furia cieca dei quadrupedi; vetri che zampillano insanguinati al tramonto; borse di Louis Vuitton masticate e maciullate; abiti di Prada, Chanel, Gucci oltraggiati dalla belluina ferocia. Gente che scappa, di qua, di là. Ragazzi che si buttano in acqua. Il polpaccio tatuato di un malinconico culturista ridotto a brandelli. Una donna in ginocchio si sente turbata: ora non è più lei al centro dell'attenzione, ma quelle irsute bestiacce senza nessuna eleganza. Un uomo chiede che qualcuno fermi e ucci...

C'è una culla bianca

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  C'è una culla bianca. Dentro, una donna indossa una camicia da notte bianca.  Lo sguardo è già nuvola. La culla è in una stanza che un tempo era lo studio di un uomo che aveva attraversato il mare per portarmi alla vita. E io ero bambino senza saperlo. Lui mi parlava di poesia, lo ascoltavo cantare, recitare. Accarezzavo i suoi libri. Una sera d'estate mi aveva regalato Le avventure di Pinocchio .  In quelle pagine, il mio destino. Ora quella donna, in quella culla, non riesce più a parlarmi. Forse nemmeno mi riconosce. Mia madre la fa bere e mangiare.  E quello studio non c'è più.

Sarò il tuo giullare

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Siedo nei luoghi della mia infanzia. Guardo la casa dell' estate e del ritorno, mentre una Bruna atletica, con i capelli riuniti in una coda, passa di fronte a me e mi sorride. Mostra l' addome e il risultato della palestra. Vorrei ricambiare lo sguardo, ma due mosche mi tormentano e il loro correre sul naso e le labbra rende assai difficoltoso e prosaico il mio approccio galante. -Vorrei dire delle mosche quel che si dice del fumo - esclamo, scacciando via le bestiacce che mi ronzano intorno. -Cioè? - chiede lei, la voce roca. -Che le mosche vanno dai belli... sappiamo bene dove sono solite calarsi, invece - replico, invitandola a sedere con me. Lei ride: - Hai un modo poco ortodosso di corteggiare una - si accomoda e condividiamo le mosche, fra sguardi complici e reciproci complimenti. Ha trentacinque anni, insegna Pilates e adora la frutta. Il suo sessappiglio ha un che di capriccioso. Le dico che il 18 luglio compirò, se Dio vuole, 49 anni e mi blandisce assicurandomi che ...

La Santa Inquisizione del politicamente corretto

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  La Santa Inquisizione del politicamente corretto si prepara a rieducare tutti noi. Onusti di gloria, i novi homines non perdono occasione di costruire una forma nella quale i più deboli sono tutelati. Apparentemente qualsiasi minoranza ha schiere di difensori che morirebbero per rendere la vetrina sociale presentabile, garbata, pulita. Tutto meraviglioso, insomma: una società che non tutela i deboli e le minoranze è malata nelle sue radici. Lo penso da sempre, oggi ancor più di ieri. Ma c'è qualcosa che non torna. Non abbiamo fatto i conti con il Dio Mercato. Oppure, improvvisamente, sì è fatto da parte? E se addirittura fosse diventato sensibile? Non dico buono - non è possibile - ma se si fosse scoperto meno bestiale? E invece no: il grande regista delle umane miserie non è cambiato. Si è solo raffinato. Ecco allora nei film, nei libri, in ogni 'manifestazione artistica' la sua mano. Il suo pugno di ferro. Ecco, allora, le solite macchiette, nei libri come al cinema, le...

Il mio anno scolastico 2025/2026

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  Il mio anno scolastico 2025/2026 si è caratterizzato per una continua e dolcissima pressione sulle spalle. Infatti, sia durante le ore di lezione che persino nelle riunioni, senza che io ne avessi il minimo sospetto, trovavo dietro di me Lan, ragazza cino vietnamita alta tre metri, che poggiava sul mio trapezio le sue dita lunghe e nodose e prendeva a massaggiarmi. Indubbia la sua perizia, non posso negarlo. La sua espressione immota, però, a volte mi lasciava perplesso. Immaginate con quale stato d'animo mi avventurassi con Astolfo sulla luna alla ricerca del senno di Orlando, oppure con quale tremore mi accostassi allo sdegno misogino che infuoca i versi di Giovenale? - Scusami, Lan - mi sono azzardato una volta, davanti ai miei alunni, nella devastazione della sesta ora - puoi evitare per qualche giorno di massaggiarmi le spalle? Sai, avevo l'illusione di essere in qualche modo libero e... Lei non ha risposto. Non si è allontanata. Non ha mutato espressione. Spuntava così,...

Italietta da Commedia dell'Arte: Balanzone

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  Le prime testimonianze di Balanzone si hanno intorno alla metà del Seicento. L'etimologia è incerta, ma alcuni studiosi fanno risalire il suo nome alle 'balle' (nel senso di enormi spropositi) che infarciscono il suo eloquio. I suoi interminabili sproloqui, punteggiati da citazioni stravolte e da assurdi voli pindarici, mettono in ridicolo le pretese oratorie dell'intellettuale da strapazzo. Balanzone, arrogante, logorroico, presuntuoso, è fra le maschere più divertenti e antiche della Commedia dell'Arte.