A nonna
Il ricordo più bello: io ero appena diventato padre. Non sapevo nulla di pannolini e mi arrangiavo come potevo quando rimanevo solo con Sofia. Una mattina ero solo a casa: la mia bambina aveva deciso di fare le cose in grande. Non sapevo dove mettere le mani. Il campanello suonò, andai a chiedere chi fosse e udii la voce di mia madre che mi diceva: - Ti lascio nonna, noi stiamo andando a Sassari. Non appena entrò, mia nonna capì dal profumino che cosa stava accadendo, mi prese Sofia dalle braccia e andò a lavarla e a cambiarla. - Sei fendi tamente troppu - mi disse in gallurese. Stai facendo anche troppo. Un complimento che migliorò la mia autostima. Quella mattina mi sentii sollevato. Nonna rimase con me e si curò della sua pronipote. La cullò, la fece mangiare e io, ricevuta la patente di bravo padre, alla moda mia mi permisi il lusso di giocare a fare ancora il ragazzo. Peccato non ricordi ogni minuto di quelle ore, però non dimenticherò mai la gratitudine che provai per...