Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Rock

I cantanti impegnati e il clima da linciaggio in nome della pace

Immagine
 Io sin da bambino ho sempre ascoltato i cosiddetti cantanti di protesta degli anni Settanta: Bennato, De Andrè, Finardi. Anche Vecchioni e De Gregori, sebbene meno polemici, li sentivo volentieri. Un passo indietro Guccini: quando sono cresciuto, sebbene amassi alcune sue canzoni, lo trovavo noioso. Non mi piacevano e non mi piacciono nemmeno ora i lamenti amorosi alla Cocciante o Baglioni, tuttavia rimango sempre diffidente quando ascolto canzoni che sembra vogliano farsi portavoce di una fazione politica. I 99 Posse, per esempio, non li stimavo: non solo per la droga che ammuffiva loro il cervello, ma anche perché cristallizzati in una comfort zone: cantavano per il loro pubblico, lo rassicuravano. Anche i bravi Punkreas, che da poco ho scoperto grazie a mia figlia, sono nettamente schierati. Non hanno mai dubbi. Sebbene mi piacciano le loro canzoni, sono pezzi come La canzone del bosco che trovo geniali, perché alleggeriti dal didascalismo ideologico e quindi più ironici ed eff...

Danza sporca: trasgressione e rock

Immagine
 Il sole, la lacrima, la primavera. Sbandamento, smarrimento. La chitarra distorta. Il rock, la corsa, la trasgressione. Nessuno ci fermerà. E l'urlo sale, graffiante, sale pazzo, corre, vibra nel cielo. La trasgressione è paura di morire. Paura di morire. L'acqua e il fuoco: non la sintesi.  Il giullare anarchico e l'intellettuale borghese. Buoni consigli, buoni propositi, bei sorrisi. L'Intelligenza artificiale, la tecnologia, maremoto. La danza è sporca. Parlami delle tue certezze, ricordati che sono scisso, che Pinocchio è così e non lo ha voluto lui. Balla questo ballo: sballo collettivo, occhi sui cellulari, droga da regalare ai bambini.  Aumentano i ricoveri nei reparti di neuropsichiatria infantile. That's right . Oh, ma quante paroline da regalarci quando siamo tutti nel nostro abito su misura. Ma pulsa il selvaggio: lo vedi il sangue? Si spacca il pavimento, le crepe sono gli strilli di quelle radici che non si possono più fermare. In crescita i guerrafond...

Sado Lesbo Rock. Epica del deviante

Immagine
Il romanzo si apre con lo Scorpione che uccide la Mantide, una lottatrice che fa parte dei fratelli: anche lei, infatti, ha una cicatrice a forma di spirale nella caviglia sinistra; anche lei è della prima linea e prende ordini da Occhi d'angelo, fantomatico burattinaio di un'organizzazione criminale che si muove nell'ombra. Lo Scorpione: un killer professionista, bravissimo a svolgere il suo mestiere. Eppure entra in scena stanco e tarlato dal dubbio: perchè uccidere una di noi? In prima linea ci sono gli orfani, quelli a cui hanno insegnato ad amare - quasi in fasce - Occhi d'angelo. E aggiungici il lavaggio del cervello, la costruzione di un immaginario che ha nel dubbio il suo peggior nemico e capirai quanto sia difficile non essere come ti hanno obbligato ad essere. Un esercito di assassini, di burattini. Di alienati che non sanno chi sono, né che vogliono.  Ma che succede se uno pensa, dubita, si fa domande? Lo Scorpione inizia ad essere egli stesso persegu...

Attenti al cane

Immagine
Noi dobbiamo fare cinque passi compiliamo allora cinque schede una scheda quindi per ogni passo così capiamo bene cosa facciamo ma... Attenti al cane! Attenti al cane! Attenti al cane! Non è una bestia razionale. La guerra è brutta, la guerra non si fa il fumo nuoce gravemente alla salute noi educheremo la civiltà con la nostra santa razionalità ma... Attenti al cane! Attenti al cane! Attenti al cane! Non è una bestia razionale. Io sono sobrio ed elegante ho letto anche Hegel e Sigmund Freud e se mi osservo un poco nello specchio mi compiaccio di esser tollerante ma... Attenti al cane! Attenti al cane! Attenti al cane! Non è una bestia razionale. Se cadono le bombe su dal cielo e ci ammazziamo in nome della giustizia l'importante è non dimenticare che l'uomo è razionale ma... Attenti al cane! Attenti al cane! Attenti al cane! Non è una bestia razionale. Ecco il testo del rock blues composto ad hoc per il romanz...

Lo sguardo di Paola Turci

Immagine
E' una sera un po' così. Di quelle che ti lasciano la voglia della scissione perpetua: di prendersi sul serio senza mai prendersi sul serio. Cioè, nessuna intenzione di spiegare, spiegarsi. Tanto non è che ci sia molto da fare. Mi basta pensare che per un attimo la distorsione di essere rifiutato da qualsiasi congrega sia poco un merito, poco una colpa, ma una mera questione chimica. Sono lunatico, mi dicono, eppure quasi non me ne accorgo. Sento persino, in questo stanco 28 settembre, uno strano trasporto per le buone cose di pessimo gusto, per la tradizione, per la voglia di sentirsi parte della comunità. Paradossale? No, perché? Poco ribelle? E chi se ne importa? Il copione non lo devo mica recitare davvero, ma solo fingere di averlo, giusto no? E perché un lampione e le farfalle attorno alla luce attirano tanto la mia attenzione? E dopo tanti anni, davvero tanti, di nuovo Paola.  Paola Turci. Io e il giubbotto di jeans di 15 anni, scanzonat...

Quando il rock si fa chiassoso

Immagine
Enden Wilckers e Steve Carrebat di nuovo insieme in una giornata un po' particolare. Di sotto riporto la testimonianza del primo su un pomeriggio in sala di registrazione poco prima del ritiro dalle scene di Guccini (qualche maligno sosterrà che il mitico duo abbia qualche responsabilità in relazione a ciò, ma nelle interviste entrambi rigettano le accuse al mittente, con ghigno mefistofelico). Ora la parola va all'insuperabile Wilckers (e di sotto vi posto una vecchia foto dei due sul palco, un paio di lustri fa). Uno dei giorni che ricordo con maggiore agitazione è senz'altro quel martedì di primavera, quando mi trovavo con Carrebat a fare il mastering di alcune tracce dell'album "Lo steccato". E' il nostro album che parla delle imprescindibili divisioni generazionali e della più alta espressione del disagio giovanile più che dei problemi del nostro cantante con le note alte. Le tracce infatti soffrivano di un fastidioso aliasing sulla co...

Piero Pelù ed Edoardo Bennato

Immagine
A volte capita che persino nella triste RAI, intrisa di decadenza e vuotame, qualcosa ti stupisca.  Nella trasmissione "The Voice", ennesima cornice patinata da talent show e da trionfo conformista, improvvisamente Piero Pelù si ricorda di essere stato un punto di riferimento del rock italiano negli anni Novanta e intona Lo spettacolo e si materializza Edoardo Bennato, per dar via ad un duetto travolgente, che prosegue con Il rock di Capitan Uncino . E qui avviene il corto circuito. La cornice salta, la grinta dei due diventa un paradosso all'interno del programma. Il diabolico Pelù e il dissacrante Bennato diventano l'emblema metalinguistico di quanto la TV abbia bisogno di trasgressione. Il rock, quando mette in crisi la cornice, è rivoluzionario, vitale. Addirittura salutare. Perfetto l'intesa fra i due. Vedere per credere:  http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-38e98235-f1e8-478d-a452-7e8f8efc0675-tvoi.html#p=0 Una curiosità ch...