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"La ballata della regina senza testa" (primo capitolo)

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Più tardi, quando il loro dibattersi giunse alla fine, mentre il frate carezzava il viso di Martina con benevolenza, le sussurrò: – Mia cara, se avessi saputo che eri vergine avrei cercato di impiegarci un po’ di tempo in più. Martina, di rimando, voltandosi per il pudore che le imporporava le guance, sfiorando il polso del frate: – Se avessi saputo che avevate intenzione di impiegarci più tempo, mio caro amico, mi sarei anche spogliata.  "La ballata della regina senza testa", Condaghes, 2017.

La ballata della regina senza testa (2017)

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Leggo notizie sempre meno commentabili e sempre più commentate, con dovizia di spiegazioni, dietrologie. Pare che in tanti abbiano risposte, insomma. Io, invece, non so che cosa dire. Mi comunicano che La ballata della regina senza testa  è in libreria, seconda edizione riveduta e corretta, pubblicata da Condaghes. Questa è la mia notizia, nonché la mia risposta. La storia di una bambina che nasce senza testa e che non può recepire immaginario e modelli che le vogliono inculcare è metafora, per me, del nuovo, del nuovo sano. Le risposte, per la mia protagonista, erano pericolose, castranti, necrofile. In nome della verità si uccide, più difficile risulta farlo nel nome del dubbio. Sì, è vero, c'erano storie d'amore e inseguimenti, foreste magiche e donne bellissime. Ma io scrivevo liquidando un intero sistema di valori, prettamente e tipicamente italiota.  La ballata della regina senza testa non cambierà nulla, lo so. Il suo compito, mentre scrivevo, era quel...

La ballata della regina senza testa

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Di nuovo il buffone si scatenò: «Il problema non è essere o non essere. Il problema è: essere ciò che si è o essere ciò che gli altri vorrebbero che si fosse? Il guaio è che essendo come non si vorrebbe essere ma come gli altri vorrebbero che noi fossimo si finisce per diventare ciò che non si è e che cos’è, in fondo, ciò che non è e che non ha senso? Nulla! Quando qualcuno, dunque, riesce ad essere proprio come gli altri vorrebbero che egli fosse, questi diventa nulla, niente, perciò non solo si diventa ciò che non si è ma soprattutto si è ciò che non è e se qualcosa non è, credo proprio che non abbia senso che sia. Chiaro, no?». In attesa di una nuova casa editrice...