Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta C'era una volta la Rivoluzione

C'era una volta la Rivoluzione: geografia dello sballo

Immagine
Ora, Silvia quasi si contorce, si batte la fronte, tira ancora su con il naso e risponde sussultando: - Oh, sì, avete ragione. Pensavo lo conosceste: è il nuovo intrattenimento glamour che Giuseppe Falchi ha portato in Costa Smeralda, dopo averlo conosciuto in America. O in Svezia. In quei posti lì, insomma.

C'era una volta la Rivoluzione: incipit.

Immagine
1958 C’era un luogo, tanti anni fa, in cui nessuno cercava di arrivare. Una costa che specchiava nel mare celeste i cespugli e i rovi, le rocche e le colline, prima che sapesse di essere smeralda, di avere segreti e bauli di sogni da regalare, di attirare principi che la potessero risvegliare. È una sposa pazza che davanti all’altare giura vendetta al marito per un tradimento solo sognato. O forse solo un quadro: vallate frastornate dal canto delle cicale, precipitate in mille estati senza nubi, in quelle soglie che non portano alla Storia, ma solo a casette disperse nel giallo di stoppie riarse. E se ti avvicini, se rubi la cornice, se incrini il vetro che vuole salvare quell’immagine ecco precipitare l’ordine, risucchiato in mille rivoli che non raccontano nulla, né insegnano. Neppure spiegano, sanno solo evocare, convulsi, gli occhi di un bambino di sei anni, seduto all’ombra dell’albero di fronte alla sua casa. Si chiama Nicola, è scalzo, i pa...

C'era una volta la rivoluzione: in uscita il 12 giugno

Immagine
In uscita il mio secondo romanzetto, un giallo-noir, sospeso tra passato e presente, ambientato in Costa Smeralda nel 2006, proprio poco prima che la Crisi mettesse in ginocchio l'economia europea. In libreria e ordinabile su www.ibs.it Edito da "Cultura e Dintorni".

C'era una volta la Rivoluzione

Immagine
A breve, edito da Cultura e dintorni, il mio secondo romanzo. Ben lontano per forma, struttura, elefantiasi linguistica dal precedente "La ballata della regina senza testa", ma a questo consentaneo per l'approccio di sghimbescio e trasversale alla Verità, o presunta tale, che i filosofi, i capocomici dei partiti politici, la religione e la pubblicità esibiscono nella torve illecebri delle loro giravolte pseudo intellettuali. Lo sberleffo, insomma, anche se meno esibito, non manca nemmeno in questo romanzetto!