1958 C’era un luogo, tanti anni fa, in cui nessuno cercava di arrivare. Una costa che specchiava nel mare celeste i cespugli e i rovi, le rocche e le colline, prima che sapesse di essere smeralda, di avere segreti e bauli di sogni da regalare, di attirare principi che la potessero risvegliare. È una sposa pazza che davanti all’altare giura vendetta al marito per un tradimento solo sognato. O forse solo un quadro: vallate frastornate dal canto delle cicale, precipitate in mille estati senza nubi, in quelle soglie che non portano alla Storia, ma solo a casette disperse nel giallo di stoppie riarse. E se ti avvicini, se rubi la cornice, se incrini il vetro che vuole salvare quell’immagine ecco precipitare l’ordine, risucchiato in mille rivoli che non raccontano nulla, né insegnano. Neppure spiegano, sanno solo evocare, convulsi, gli occhi di un bambino di sei anni, seduto all’ombra dell’albero di fronte alla sua casa. Si chiama Nicola, è scalzo, i pa...