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Visualizzazione dei post da 2026

In Argentina e in Francia "Sergio Leone mito e poesia" si studia all'università

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Argentina: Universidad de Buenos Aires (UBA) Modulo: Estética (Cátedra García) presso la Facultad de Filosofía y Letras. Periodo: Agosto - Dicembre 2026 (secondo semestre). Sergio Leone mito e poesia è stato inserito come Bibliografia complementaria obbligatoria  per l'unità dedicata alla Rifunzionalizzazione del Mito nella Contemporaneità . L'UBA ha acquisito la licenza digitale proprio per garantire che gli studenti del corso possano leggere i capitoli centrali senza dover acquistare il libro (molto costoso per il mercato argentino: mi conferma l'editore che un solo libro avrebbe cinquanta euro di spese di spedizione). Francia: Université Lumière Lyon 2 Modulo: Esthétique du Western / Histoire des formes filmiques . Periodo: Febbraio - Giugno 2026 (Il secondo semestre francese è in corso ). Nella bibliografia d'esame (il cosiddetto Syllabus ) Sergio Leone: mito e poesia è indicato per la sezione Teoria dell'oralità e dello sguardo .

La Ricostruzione moralizzata attraverso la censura

  Dopo la caduta del Fascismo, l'Italia si trovò a dover ricostruire non solo le proprie infrastrutture, ma anche la propria immagine internazionale. Con la vittoria della Democrazia Cristiana (DC) nel 1948, il cinema divenne un terreno di scontro ideologico. Se da un lato il Neorealismo aveva mostrato al mondo le ferite della guerra, il nuovo governo centrista premeva per un "cinema dell'ottimismo". La censura non agiva più solo con i tagli della forbice prefettizia, ma attraverso una sottile pressione economica e morale. L'obiettivo era promuovere una moralità borghese fatta di decoro, rispetto per le autorità e rimozione delle contraddizioni sociali più stridenti. La Legge Andreotti (1949) L'architetto della politica cinematografica dell'epoca fu Giulio Andreotti, allora Sottosegretario allo Spettacolo. La sua legge introdusse un meccanismo di censura preventiva indiretta: Finanziamenti condizionati: I contributi statali e i permessi di esportazione ven...

Se mi vuoi bene

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  Se mi vuoi bene portami lontano, per un giorno, un'ora o anche meno. Cinque minuti con te valgono più di cinque anni con quella che piagnucolava sempre e che nessuno ha mai rimpianto. Se mi vuoi bene guidami verso orizzonti da colonizzare e non dimenticare di portare le tue danze. Ricordi quando mi hai disegnato e io non riuscivo a riconoscermi? Non era bello ridere per ridere? Se mi vuoi bene strappami da chi vuol farmi lezioni di morale, lo sai che non resisto. Lo sai che mi fa sentire in gabbia e preferisco salire con te sul nostro treno e seguire i binari che lambiscono le colline che sanno il segreto dei boschi. Se mi vuoi bene dammi la mano quando il burattinaio muove i fili e sorride truce o quando in cima sul filo si spengono le luci del circo. Trattieni il respiro insieme a me. Se mi vuoi bene spiega a chi sai che, in fondo, la trasgressione è paura di morire e voglia di vivere più forte, canto selvaggio che non è tradire. Ma cercare quello che tu nascondi per me. Se mi ...

Caro Ciccio

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  - Mi manca lu cucinu Nunzio - mi dicevi ogni volta che ci sentivamo al telefono.  Caro Ciccio, io ti ricordo e ti ricorderò sempre così, come in questa fotografia, mentre sorridi e scherzi con papà, nella tua voce il suono della Sicilia, di quella terra che da bambino ho sempre riconosciuto e amato. E mi accorgo di cercarlo sempre, in ogni angolo di me, quel suono.  Lo ritrovo anche prima di addormentarmi: e Poggioreale rivedo e il paese vecchio, addormentato sulla collina che ancora mi aspetta. Ci aspetta. Altri viaggi e altri sogni, altri mondi e altri volti: a questo ritorno, ora, mentre ti penso e questa primavera avanza. Ma le risate tutti insieme, in Sicilia e in Sardegna, echeggiano in me e quel tempo che non è più rinasce, si rinnova. La tua irresistibile simpatia e la tua ironia sono un dono di cui vado fiero. Al mio matrimonio avevo dedicato a mia moglie due canzoni rock di protesta e appena avevo smesso di cantare, e mentre restituivo la chitarra elettrica al...

Andare controcorrente è divertente

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 Illustrissimi Lestrigoni del sapere e custodi della morale degli adulti perbene, a voi mi rivolgo. A voi. Lo ammetto, andare controcorrente è divertente ed è per me, da sempre sconvolto, purtroppo, da immaginari fiabeschi e circensi, un vero e proprio atto vitale, gioioso, giocoso. Lo senti lo scalpiccio dei tacchi dei professori che dal pavimento logoro e vetusto si aggrappa alle pareti dei corridoi, e rimbalza e rintrona e, mescendosi al profumo di muffa, rende tutto più libero e bello? Lasciali andare, in quel labirinto ordinato, a elargire sapienza e cultura. Li vedi gli intellettuali schierati in opposte fazioni, così uguali e diverse, pronti a scannarsi mentre lassù, dove si puote ciò che si vuole, il gioco delle parti continua e tutto si fa nobilmente immobile? La vedi la massa composta da brave persone, tanto buone e oneste, e tanto solidali con i più deboli? Fate quello che vi pare, insomma, ma se c'è qualcuno che mi vuole bene, almeno un po', lasciatemi giocare, non ...

Raccontami i tuoi sogni II

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La rassegna letteraria del Liceo scientifico Lorenzo Mossa "Raccontami i tuoi sogni" ha come peculiarità, come ho più volte ribadito, quella di rendere gli studenti della nostra scuola protagonisti. E come già accaduto in passato cedo volentieri la parola alle tre studentesse della VB che porteranno la loro sensibilità e le loro cultura nella presentazione del libro di Piera Anna Mutzu Tando sì chi...  che si terrà il 27 marzo alle 17 presso l'aula magna del Liceo Mossa. Michela Careddu: Attraverso i libri e la rassegna letteraria, noi alunni entriamo in contatto anche con tradizioni, lingue e stili di vita che definiscono la nostra identità. In questo caso, l'opera che presenteremo domani ci ha offerto una preziosa finestra sulla cultura sarda. La rassegna smette così di essere un semplice appuntamento scolastico per diventare un’occasione di riscoperta delle nostre radici, che purtroppo rischiano di svanire. È quindi un modo essenziale per mantenere viva la nostra m...

Il cinema fascista e la censura

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  La politica cinematografica del fascismo non si esaurì in una semplice attività di censura repressiva, ma si strutturò come un sofisticato progetto di egemonia culturale che mirava a trasformare l'Italia in una potenza industriale della decima musa. Sotto la guida di Luigi Freddi, la Direzione Generale per la Cinematografia promosse il passaggio da un cinema artigianale a uno di Stato, culminato con l'inaugurazione di Cinecittà nel 1937, concepita come una "città del cinema" all'avanguardia in grado di competere con i modelli d'oltreoceano. Il controllo del regime operava su due binari paralleli: da un lato, l'obbligatorietà dei cinegiornali dell'Istituto LUCE imponeva la cronaca ufficiale del potere prima di ogni proiezione; dall'altro, il Ministero della Cultura Popolare (MinCulPop) esercitava una sorveglianza capillare sulle sceneggiature per eliminare ogni traccia di realismo critico, povertà o devianza sociale, favorendo una narrazione asett...

"Sergio Leone: mito e poesia": rassegna stampa.

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  In questa pagina, in continuo aggiornamento, sono inseriti gli articoli più significativi sul mio saggio su Sergio Leone dedicato a mio padre.  Intanto ecco il link della pagina del saggio sul sito della casa editrice Condaghes: https://www.condaghes.it/scheda/978-88-7356-434-8/sergio-leone-mito-e-poesia/it Qui, sebbene presente o ordinabile nelle librerie, il link per l'acquisto online: https://www.saribs.it/scheda.asp?id=SBS-978-88-7356-434-8&ver=it&ref=con "La Nuova Sardegna", Antonella Usai, 3/7/2025: "Olbia.it", Barbara Curreli, 6/7/2025: https://www.olbia.it/olbia-sergio-leone-e-cera-una-volta-il-west-raccontati-attraverso-le-parole-i-ricordi-e-i-sogni-di-filippo-pace- "Sassari notizie", Redazione, 11/7/2025: https://www.sassarinotizie.com/2025/07/11/esce-sergio-leone-mito-e-poesia-il-nuovo-saggio-di-filippo-pace/ "Logudoro Live", Piera Anna Mutzu, 11/7/2025: https://www.logudorolive.it/sergio-leone-mito-e-poesia-il-nuovo-sagg...

La giungla del mercato e il salotto degli intellettuali

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 Un sibilo che striscia: serpe venefica fra il folto della vegetazione. Ma che sarà? Si snoda: fra gli alberi no, rimane basso. Non si vede. Attraversa la palude il fango il letame. Intanto i tarzanidi lucidano i muscoli. Alcune donne osservano con occhi smerigliati altre più fortunate fare del loro ancheggiare mercato.  Ma dereteggiano i mercanti d'arte d'ambo i sessi e lucidano cianfrusaglie e le spargono di qua e di là e infettano ogni persona perbene. E altri ancor più affamati e ossuti giungono e danno battaglia. Intanto, però, quell'essere, in quel sibilare assassino, s'allontana e s'infiltra più in là della giungla, nel salotto buono. Lì, fra dita unte e unghie di glorioso sudiciume, guida le penne, imbratta fogli con inchiostro strano. E nessuno di quei monaci del sapere bada alla giungla, a quella guerra di ricchi morti di fame che vorrebbero unirsi a quel consesso. Ecco allora un tizio far correre il suo sangue sul tavolo che diventa calamaio di onusti ver...

Acquisizioni università straniere di "Sergio Leone: mito e poesia"

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 Il mio saggio Il romanzo esistenzialista del Secondo Novecento italiano è stato acquisito da tantissime università europee e americane ed è studiato nel corso di Letteratura italiana presso l'Università di Bucarest ininterrottamente da dieci anni; tuttavia il libro della vita è il saggio su Sergio Leone dedicato a mio padre ed è per questo che terrò un elenco aggiornato delle varie acquisizioni di questo testo. Tutto quello che ho scritto prima non vale nulla in confronto al valore esistenziale che per me ha questa pubblicazione. Ecco l'elenco delle acquisizioni (in aggiornamento): Harvard University Yale University Library Princeton University Library University of Michigan University of Chicago Library Columbia 

Le risposte che non arrivano mai...

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  Ripenso alle tende che la brezza di primavera, un sospiro, faceva ondeggiare. Io osservo da lontano, in questo inverno di pioggia, vento, luci serotine e mi sembra impossibile che non ci sia papà. Quando giugno mi regalava la fine della scuola io ero felice, avevo una sensazione di libertà e nelle mie vene vibrava la gioia perché fantasticavo quali e quante bellezze mi avrebbe portato il futuro. E assaporavo i film, nel pomeriggio, da solo, sentendo, però, la presenza della mia famiglia, nelle altre stanze della casa, della nostra grande casa, e il mio cuore volava alto. Mi rifugiavo, poi, in quello che un tempo era lo studio di papà e leggevo. Leggevo per capire l’uomo e il mondo, per dilatare il tempo e afferrarlo, sconquassarlo e chiedergli le risposte che non ho mai avuto. E così pure nella casa di Monti di Mola, la casa delle estati infinite dell’infanzia, quando il gioco è il senso del vivere. E laggiù, dove il mare del Pevero ha il sapore del ritorno, giocavo, leggevo, gua...

Intervista a Tottus in Pari

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Dalle fogne al Parlamento?

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  Da fogne e tombini, dal fango e dai vicoli più luridi che ormbreggiano gli angoli della nostre città sono emersi i topi. Enormi, ghignanti, famelici: non hanno più paura di percorrere strade, lambire piazze dal nome altisonante o infiltrarsi lì dove un tempo erano stati cacciati. Pantegane troppo agili per quei vecchi cani macilenti che, cempellanti, provano a stare loro dietro.  I ratti non si fermano, portano l'olezzo del rimosso e banchettano sul tavolo della Storia; si cibano della putrescenza che pensavamo di avere eliminato e che la tronfia virtù dell'ignoranza riabilita. Così gli spettri dell'orrore azzannano e cristallizzano nel sonno l'iride di molti, mentre la tecnologia appronta strumenti e ordigni per la garbata e moderna schiavitù. E fluttuano parole inconsuete (razza, orgoglio, nazione, morte) e ondeggiano e spuntano proprio dove non ti aspetti.  Ma tra cellulari e tribù appassite nell'orrore di scoprirsi fragili e deboli l'invasione continua. Qu...

Il re burattino e la magica polverina

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  Oh, quant'è bello questo re burattino che sin da bambino sognava il comando ed ora che regna, s'affanna, s'indigna, i denti digrigna e poi urla e fa festa così almeno la testa di chi dice:- Basta! - si confonde e dimentica, fra risate ammattite, che tutto si guasta. Oh, quant'è bello questo re burattino che da ragazzino, fra taverne e bicchieri, nel gruppo disfatto, distratto, invocava tremante, con le mani giunte, che l'amica fatina portasse la magica polverina a lui e alla truppa distrutta, già cotta e stracotta da essere marcia. Oh, quant'è bello questo re burattino che danza, balla e si sballa, proclama a gran voce: - Sia fatta la luce! - e la gente affamata, intontita, umiliata applaude e strilla e suona la squilla e la festa continua, continua più mesta. Oh, quant'è bello questo re burattino che la servetta introduce nella notte di pece: per lui sia un vanto quel pianto, lo schianto di chi è più in basso, il canto di chi sa far tacere e che paga per ...

A lei che mi ha incantato

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 La notte, serpentesca nei suoi ghirigori che dilatano e spingono verso il largo, mi ruba gli occhi. Non perché il sonno si fa sovrano della fuga e io mi affanno, cerco, mi alzo e vago. No, non è questo: è nella sua caduta che ripenso a come il tempo mi abbia privato di sorrisi che non posso più vedere.  Abbracci alle ombre.  Corro in un teatro vuoto, corro perché sin da bambino l'aggressività mi guidava per quelle che chiamo strane strade stravagantissime. Corro su quelle scale in legno che tante volte ho visto. Scricchiolano, parlano di inverni perduti, di ragazze che ansano alla porta. Del postino che ti regala biglietti di temerari viaggi. Sul proscenio il sipario nero. Lo stringo, è di velluto. Vorrei strapparlo. Voglio. Bolle di sapone, però, con la cadenza di una di quelle melodie che si cantano ai bambini che si rifiutano di dormire, piovono da chissà dove. Sbattono sul sipario e diventano stelle, occhi di luce che mi guardano. E se la mia corsa dentro la ruota, c...