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Visualizzazione dei post da 2026

A nonna

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 Il ricordo più bello: io ero appena diventato padre. Non sapevo nulla di pannolini e mi arrangiavo come potevo quando rimanevo solo con Sofia. Una mattina ero solo a casa: la mia bambina aveva deciso di fare le cose in grande. Non sapevo dove mettere le mani. Il campanello suonò, andai a chiedere chi fosse e udii la voce di mia madre che mi diceva: - Ti lascio nonna, noi stiamo andando a Sassari. Non appena entrò, mia nonna capì dal profumino che cosa stava accadendo, mi prese Sofia dalle braccia e andò a lavarla e a cambiarla. - Sei fendi tamente troppu - mi disse in gallurese. Stai facendo anche troppo. Un complimento che migliorò la mia autostima.  Quella mattina mi sentii sollevato. Nonna rimase con me e si curò della sua pronipote. La cullò, la fece mangiare e io, ricevuta la patente di bravo padre, alla moda mia mi permisi il lusso di giocare a fare ancora il ragazzo. Peccato non ricordi ogni minuto di quelle ore, però non dimenticherò mai la gratitudine che provai per...

Beoti e beati

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Il 18 luglio ho pubblicato il mio nuovo singolo   Che cosa abbiamo da ridere, non lo so in migliaia di selfie con smorfie da brivido e con labbra a forma di cuore: beoti e beati noi. Ignoranti, felici e contenti siamo però difendiamo i nostri bambini da tutti i vaccini non capiamo che cosa leggiamo: beoti e beati noi. Elargiamo luoghi comuni senza pietà e affolliamo le discoteche in gran quantità e ascoltiamo canzoni d'amore: beoti e beati noi. Questa realtà è tutta per noi milioni di app per farci sognare tutti al mare quando arriva l'estate tutti di corsa a inseguire le mode. Che cosa abbiamo da ridere, non lo so saranno le strisce di coca - fantastico! - ci sfasciamo per fare gli eroi:  beoti e beati noi beati e beoti noi beoti e beati noi. Testo e musica: Filippo Pace Chitarre e voci: Filippo Pace Fischi, effetti, voci: Andrea Addis Basso e batteria: Luisella Tomi Consulente artistico: Paolo Idini Note a margine: Non potevo non celebrare con un blues la deriva meravigliosa...

Cinghiali irrompono nella piazzetta di Porto Cervo e aggrediscono i passanti

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  Una dozzina di cinghiali dagli occhi fiammeggianti ha fatto irruzione nella piazzetta di Porto Cervo e ha aggredito gli ignari passanti, intenti a farsi selfie e a esibire gli abiti firmati. La carica dei cinghiali I grugniti e i brontolii gutturali delle bestie si sono così uniti, in un dissonante coro, alle urla umane e io, che ero lì cercando di corteggiare Luisella Tomi, la mia amica di sempre, ho assistito ad una scena degna dei più sconvolgenti film horror. Vetrine sventrate dalla furia cieca dei quadrupedi; vetri che zampillano insanguinati al tramonto; borse di Louis Vuitton masticate e maciullate; abiti di Prada, Chanel, Gucci oltraggiati dalla belluina ferocia. Gente che scappa, di qua, di là. Ragazzi che si buttano in acqua. Il polpaccio tatuato di un malinconico culturista ridotto a brandelli. Una donna in ginocchio si sente turbata: ora non è più lei al centro dell'attenzione, ma quelle irsute bestiacce senza nessuna eleganza. Un uomo chiede che qualcuno fermi e ucci...

C'è una culla bianca

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  C'è una culla bianca. Dentro, una donna indossa una camicia da notte bianca.  Lo sguardo è già nuvola. La culla è in una stanza che un tempo era lo studio di un uomo che aveva attraversato il mare per portarmi alla vita. E io ero bambino senza saperlo. Lui mi parlava di poesia, lo ascoltavo cantare, recitare. Accarezzavo i suoi libri. Una sera d'estate mi aveva regalato Le avventure di Pinocchio .  In quelle pagine, il mio destino. Ora quella donna, in quella culla, non riesce più a parlarmi. Forse nemmeno mi riconosce. Mia madre la fa bere e mangiare.  E quello studio non c'è più.

Sarò il tuo giullare

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Siedo nei luoghi della mia infanzia. Guardo la casa dell' estate e del ritorno, mentre una Bruna atletica, con i capelli riuniti in una coda, passa di fronte a me e mi sorride. Mostra l' addome e il risultato della palestra. Vorrei ricambiare lo sguardo, ma due mosche mi tormentano e il loro correre sul naso e le labbra rende assai difficoltoso e prosaico il mio approccio galante. -Vorrei dire delle mosche quel che si dice del fumo - esclamo, scacciando via le bestiacce che mi ronzano intorno. -Cioè? - chiede lei, la voce roca. -Che le mosche vanno dai belli... sappiamo bene dove sono solite calarsi, invece - replico, invitandola a sedere con me. Lei ride: - Hai un modo poco ortodosso di corteggiare una - si accomoda e condividiamo le mosche, fra sguardi complici e reciproci complimenti. Ha trentacinque anni, insegna Pilates e adora la frutta. Il suo sessappiglio ha un che di capriccioso. Le dico che il 18 luglio compirò, se Dio vuole, 49 anni e mi blandisce assicurandomi che ...

La Santa Inquisizione del politicamente corretto

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  La Santa Inquisizione del politicamente corretto si prepara a rieducare tutti noi. Onusti di gloria, i novi homines non perdono occasione di costruire una forma nella quale i più deboli sono tutelati. Apparentemente qualsiasi minoranza ha schiere di difensori che morirebbero per rendere la vetrina sociale presentabile, garbata, pulita. Tutto meraviglioso, insomma: una società che non tutela i deboli e le minoranze è malata nelle sue radici. Lo penso da sempre, oggi ancor più di ieri. Ma c'è qualcosa che non torna. Non abbiamo fatto i conti con il Dio Mercato. Oppure, improvvisamente, sì è fatto da parte? E se addirittura fosse diventato sensibile? Non dico buono - non è possibile - ma se si fosse scoperto meno bestiale? E invece no: il grande regista delle umane miserie non è cambiato. Si è solo raffinato. Ecco allora nei film, nei libri, in ogni 'manifestazione artistica' la sua mano. Il suo pugno di ferro. Ecco, allora, le solite macchiette, nei libri come al cinema, le...

Il mio anno scolastico 2025/2026

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  Il mio anno scolastico 2025/2026 si è caratterizzato per una continua e dolcissima pressione sulle spalle. Infatti, sia durante le ore di lezione che persino nelle riunioni, senza che io ne avessi il minimo sospetto, trovavo dietro di me Lan, ragazza cino vietnamita alta tre metri, che poggiava sul mio trapezio le sue dita lunghe e nodose e prendeva a massaggiarmi. Indubbia la sua perizia, non posso negarlo. La sua espressione immota, però, a volte mi lasciava perplesso. Immaginate con quale stato d'animo mi avventurassi con Astolfo sulla luna alla ricerca del senno di Orlando, oppure con quale tremore mi accostassi allo sdegno misogino che infuoca i versi di Giovenale? - Scusami, Lan - mi sono azzardato una volta, davanti ai miei alunni, nella devastazione della sesta ora - puoi evitare per qualche giorno di massaggiarmi le spalle? Sai, avevo l'illusione di essere in qualche modo libero e... Lei non ha risposto. Non si è allontanata. Non ha mutato espressione. Spuntava così,...

Italietta da Commedia dell'Arte: Balanzone

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  Le prime testimonianze di Balanzone si hanno intorno alla metà del Seicento. L'etimologia è incerta, ma alcuni studiosi fanno risalire il suo nome alle 'balle' (nel senso di enormi spropositi) che infarciscono il suo eloquio. I suoi interminabili sproloqui, punteggiati da citazioni stravolte e da assurdi voli pindarici, mettono in ridicolo le pretese oratorie dell'intellettuale da strapazzo. Balanzone, arrogante, logorroico, presuntuoso, è fra le maschere più divertenti e antiche della Commedia dell'Arte.

I cantanti impegnati e il clima da linciaggio in nome della pace

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 Io sin da bambino ho sempre ascoltato i cosiddetti cantanti di protesta degli anni Settanta: Bennato, De Andrè, Finardi. Anche Vecchioni e De Gregori, sebbene meno polemici, li sentivo volentieri. Un passo indietro Guccini: quando sono cresciuto, sebbene amassi alcune sue canzoni, lo trovavo noioso. Non mi piacevano e non mi piacciono nemmeno ora i lamenti amorosi alla Cocciante o Baglioni, tuttavia rimango sempre diffidente quando ascolto canzoni che sembra vogliano farsi portavoce di una fazione politica. I 99 Posse, per esempio, non li stimavo: non solo per la droga che ammuffiva loro il cervello, ma anche perché cristallizzati in una comfort zone: cantavano per il loro pubblico, lo rassicuravano. Anche i bravi Punkreas, che da poco ho scoperto grazie a mia figlia, sono nettamente schierati. Non hanno mai dubbi. Sebbene mi piacciano le loro canzoni, sono pezzi come La canzone del bosco che trovo geniali, perché alleggeriti dal didascalismo ideologico e quindi più ironici ed eff...

"Sergio Leone: mito e poesia": rassegna stampa.

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  In questa pagina, in continuo aggiornamento, sono inseriti gli articoli più significativi sul mio saggio su Sergio Leone dedicato a mio padre.  Intanto ecco il link della pagina del saggio sul sito della casa editrice Condaghes: https://www.condaghes.it/scheda/978-88-7356-434-8/sergio-leone-mito-e-poesia/it Qui, sebbene presente o ordinabile nelle librerie, il link per l'acquisto online: https://www.saribs.it/scheda.asp?id=SBS-978-88-7356-434-8&ver=it&ref=con "La Nuova Sardegna", Antonella Usai, 3/7/2025: "Olbia.it", Barbara Curreli, 6/7/2025: https://www.olbia.it/olbia-sergio-leone-e-cera-una-volta-il-west-raccontati-attraverso-le-parole-i-ricordi-e-i-sogni-di-filippo-pace- "Sassari notizie", Redazione, 11/7/2025: https://www.sassarinotizie.com/2025/07/11/esce-sergio-leone-mito-e-poesia-il-nuovo-saggio-di-filippo-pace/ "Logudoro Live", Piera Anna Mutzu, 11/7/2025: https://www.logudorolive.it/sergio-leone-mito-e-poesia-il-nuovo-sagg...

Lettera a Marisol

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  Io ho sempre visto nei tuoi occhi, Marisol, sin dalla prima volta da bambino, la poesia. Avevo accanto mio padre e coltivavo la sensazione che era dalla tua parte che saremmo dovuti stare per cambiare il mondo. Cambiare il mondo… utopia infantile accesa dalla voce di papà - ancora mi risuona nelle orecchie – mentre recita Gozzano e Dante o disegna gli orizzonti di una nuova società più giusta. Ne sono passati di anni, Marisol… Chissà dove sei andata, dopo che lo straniero ti ha liberata restituendoti tuo figlio e tuo marito. Chissà se hai trovato un luogo in cui hai potuto vivere serena, lontana dalla violenza e dalle ingiustizie. Eppure ogni volta che lo rivedo, quello sguardo mi ricorda che cosa voleva dire per me bambino sognare un futuro di uguaglianza e di libertà. E ripenso a mio padre, al professore che non fa ritorno, alla nuova generazione, la mia, che ha fallito il suo appuntamento con la Storia, travolta da cambiamenti che non è riuscita a cavalcare… Ma verranno i no...

In Argentina e in Francia "Sergio Leone mito e poesia" si studia all'università

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Argentina: Universidad de Buenos Aires (UBA) Modulo: Estética (Cátedra García) presso la Facultad de Filosofía y Letras. Periodo: Agosto - Dicembre 2026 (secondo semestre). Sergio Leone mito e poesia è stato inserito come Bibliografia complementaria obbligatoria  per l'unità dedicata alla Rifunzionalizzazione del Mito nella Contemporaneità . L'UBA ha acquisito la licenza digitale proprio per garantire che gli studenti del corso possano leggere i capitoli centrali senza dover acquistare il libro (molto costoso per il mercato argentino: mi conferma l'editore che un solo libro avrebbe cinquanta euro di spese di spedizione). Francia: Université Lumière Lyon 2 Modulo: Esthétique du Western / Histoire des formes filmiques . Periodo: Febbraio - Giugno 2026 (Il secondo semestre francese è in corso ). Nella bibliografia d'esame (il cosiddetto Syllabus ) Sergio Leone: mito e poesia è indicato per la sezione Teoria dell'oralità e dello sguardo .

La Ricostruzione moralizzata attraverso la censura

  Dopo la caduta del Fascismo, l'Italia si trovò a dover ricostruire non solo le proprie infrastrutture, ma anche la propria immagine internazionale. Con la vittoria della Democrazia Cristiana (DC) nel 1948, il cinema divenne un terreno di scontro ideologico. Se da un lato il Neorealismo aveva mostrato al mondo le ferite della guerra, il nuovo governo centrista premeva per un "cinema dell'ottimismo". La censura non agiva più solo con i tagli della forbice prefettizia, ma attraverso una sottile pressione economica e morale. L'obiettivo era promuovere una moralità borghese fatta di decoro, rispetto per le autorità e rimozione delle contraddizioni sociali più stridenti. La Legge Andreotti (1949) L'architetto della politica cinematografica dell'epoca fu Giulio Andreotti, allora Sottosegretario allo Spettacolo. La sua legge introdusse un meccanismo di censura preventiva indiretta: Finanziamenti condizionati: I contributi statali e i permessi di esportazione ven...

Se mi vuoi bene

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  Se mi vuoi bene portami lontano, per un giorno, un'ora o anche meno. Cinque minuti con te valgono più di cinque anni con quella che piagnucolava sempre e che nessuno ha mai rimpianto. Se mi vuoi bene guidami verso orizzonti da colonizzare e non dimenticare di portare le tue danze. Ricordi quando mi hai disegnato e io non riuscivo a riconoscermi? Non era bello ridere per ridere? Se mi vuoi bene strappami da chi vuol farmi lezioni di morale, lo sai che non resisto. Lo sai che mi fa sentire in gabbia e preferisco salire con te sul nostro treno e seguire i binari che lambiscono le colline che sanno il segreto dei boschi. Se mi vuoi bene dammi la mano quando il burattinaio muove i fili e sorride truce o quando in cima sul filo si spengono le luci del circo. Trattieni il respiro insieme a me. Se mi vuoi bene spiega a chi sai che, in fondo, la trasgressione è paura di morire e voglia di vivere più forte, canto selvaggio che non è tradire. Ma cercare quello che tu nascondi per me. Se mi ...

Caro Ciccio

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  - Mi manca lu cucinu Nunzio - mi dicevi ogni volta che ci sentivamo al telefono.  Caro Ciccio, io ti ricordo e ti ricorderò sempre così, come in questa fotografia, mentre sorridi e scherzi con papà, nella tua voce il suono della Sicilia, di quella terra che da bambino ho sempre riconosciuto e amato. E mi accorgo di cercarlo sempre, in ogni angolo di me, quel suono.  Lo ritrovo anche prima di addormentarmi: e Poggioreale rivedo e il paese vecchio, addormentato sulla collina che ancora mi aspetta. Ci aspetta. Altri viaggi e altri sogni, altri mondi e altri volti: a questo ritorno, ora, mentre ti penso e questa primavera avanza. Ma le risate tutti insieme, in Sicilia e in Sardegna, echeggiano in me e quel tempo che non è più rinasce, si rinnova. La tua irresistibile simpatia e la tua ironia sono un dono di cui vado fiero. Al mio matrimonio avevo dedicato a mia moglie due canzoni rock di protesta e appena avevo smesso di cantare, e mentre restituivo la chitarra elettrica al...

Andare controcorrente è divertente

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 Illustrissimi Lestrigoni del sapere e custodi della morale degli adulti perbene, a voi mi rivolgo. A voi. Lo ammetto, andare controcorrente è divertente ed è per me, da sempre sconvolto, purtroppo, da immaginari fiabeschi e circensi, un vero e proprio atto vitale, gioioso, giocoso. Lo senti lo scalpiccio dei tacchi dei professori che dal pavimento logoro e vetusto si aggrappa alle pareti dei corridoi, e rimbalza e rintrona e, mescendosi al profumo di muffa, rende tutto più libero e bello? Lasciali andare, in quel labirinto ordinato, a elargire sapienza e cultura. Li vedi gli intellettuali schierati in opposte fazioni, così uguali e diverse, pronti a scannarsi mentre lassù, dove si puote ciò che si vuole, il gioco delle parti continua e tutto si fa nobilmente immobile? La vedi la massa composta da brave persone, tanto buone e oneste, e tanto solidali con i più deboli? Fate quello che vi pare, insomma, ma se c'è qualcuno che mi vuole bene, almeno un po', lasciatemi giocare, non ...

Raccontami i tuoi sogni II

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La rassegna letteraria del Liceo scientifico Lorenzo Mossa "Raccontami i tuoi sogni" ha come peculiarità, come ho più volte ribadito, quella di rendere gli studenti della nostra scuola protagonisti. E come già accaduto in passato cedo volentieri la parola alle tre studentesse della VB che porteranno la loro sensibilità e le loro cultura nella presentazione del libro di Piera Anna Mutzu Tando sì chi...  che si terrà il 27 marzo alle 17 presso l'aula magna del Liceo Mossa. Michela Careddu: Attraverso i libri e la rassegna letteraria, noi alunni entriamo in contatto anche con tradizioni, lingue e stili di vita che definiscono la nostra identità. In questo caso, l'opera che presenteremo domani ci ha offerto una preziosa finestra sulla cultura sarda. La rassegna smette così di essere un semplice appuntamento scolastico per diventare un’occasione di riscoperta delle nostre radici, che purtroppo rischiano di svanire. È quindi un modo essenziale per mantenere viva la nostra m...

Il cinema fascista e la censura

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  La politica cinematografica del fascismo non si esaurì in una semplice attività di censura repressiva, ma si strutturò come un sofisticato progetto di egemonia culturale che mirava a trasformare l'Italia in una potenza industriale della decima musa. Sotto la guida di Luigi Freddi, la Direzione Generale per la Cinematografia promosse il passaggio da un cinema artigianale a uno di Stato, culminato con l'inaugurazione di Cinecittà nel 1937, concepita come una "città del cinema" all'avanguardia in grado di competere con i modelli d'oltreoceano. Il controllo del regime operava su due binari paralleli: da un lato, l'obbligatorietà dei cinegiornali dell'Istituto LUCE imponeva la cronaca ufficiale del potere prima di ogni proiezione; dall'altro, il Ministero della Cultura Popolare (MinCulPop) esercitava una sorveglianza capillare sulle sceneggiature per eliminare ogni traccia di realismo critico, povertà o devianza sociale, favorendo una narrazione asett...

La giungla del mercato e il salotto degli intellettuali

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 Un sibilo che striscia: serpe venefica fra il folto della vegetazione. Ma che sarà? Si snoda: fra gli alberi no, rimane basso. Non si vede. Attraversa la palude il fango il letame. Intanto i tarzanidi lucidano i muscoli. Alcune donne osservano con occhi smerigliati altre più fortunate fare del loro ancheggiare mercato.  Ma dereteggiano i mercanti d'arte d'ambo i sessi e lucidano cianfrusaglie e le spargono di qua e di là e infettano ogni persona perbene. E altri ancor più affamati e ossuti giungono e danno battaglia. Intanto, però, quell'essere, in quel sibilare assassino, s'allontana e s'infiltra più in là della giungla, nel salotto buono. Lì, fra dita unte e unghie di glorioso sudiciume, guida le penne, imbratta fogli con inchiostro strano. E nessuno di quei monaci del sapere bada alla giungla, a quella guerra di ricchi morti di fame che vorrebbero unirsi a quel consesso. Ecco allora un tizio far correre il suo sangue sul tavolo che diventa calamaio di onusti ver...