Il re burattino e la magica polverina

 Oh, quant'è bello questo re burattino che sin da bambino sognava il comando ed ora che regna, s'affanna, s'indigna, i denti digrigna e poi urla e fa festa così almeno la testa di chi dice:- Basta! - si confonde e dimentica, fra risate ammattite, che tutto si guasta.

Oh, quant'è bello questo re burattino che da ragazzino, fra taverne e bicchieri, nel gruppo disfatto, distratto, invocava tremante, con le mani giunte, che l'amica fatina portasse la magica polverina a lui e alla truppa distrutta, già cotta e stracotta da essere marcia.

Oh, quant'è bello questo re burattino che danza, balla e si sballa, proclama a gran voce: - Sia fatta la luce! - e la gente affamata, intontita, umiliata applaude e strilla e suona la squilla e la festa continua, continua più mesta.

Oh, quant'è bello questo re burattino che la servetta introduce nella notte di pece: per lui sia un vanto quel pianto, lo schianto di chi è più in basso, il canto di chi sa far tacere e che paga per far dimenticare.

Oh, quant'è bello questo re burattino che vento regala al popolo tutto, scontento, indignato e impaurito perché dietro i fili del re burattino c'è una mano paziente, sapiente, potente che arriva lontano e minaccia la gente se sente qualcuno che vuol rovesciare questo bel burattino che continua a pregare la dolce fatina per avere ancora la magica polverina.



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