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Visualizzazione dei post con l'etichetta Divertissement

Il mio anno scolastico 2025/2026

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  Il mio anno scolastico 2025/2026 si è caratterizzato per una continua e dolcissima pressione sulle spalle. Infatti, sia durante le ore di lezione che persino nelle riunioni, senza che io ne avessi il minimo sospetto, trovavo dietro di me Lan, ragazza cino vietnamita alta tre metri, che poggiava sul mio trapezio le sue dita lunghe e nodose e prendeva a massaggiarmi. Indubbia la sua perizia, non posso negarlo. La sua espressione immota, però, a volte mi lasciava perplesso. Immaginate con quale stato d'animo mi avventurassi con Astolfo sulla luna alla ricerca del senno di Orlando, oppure con quale tremore mi accostassi allo sdegno misogino che infuoca i versi di Giovenale? - Scusami, Lan - mi sono azzardato una volta, davanti ai miei alunni, nella devastazione della sesta ora - puoi evitare per qualche giorno di massaggiarmi le spalle? Sai, avevo l'illusione di essere in qualche modo libero e... Lei non ha risposto. Non si è allontanata. Non ha mutato espressione. Spuntava così,...

Italietta da Commedia dell'Arte: Balanzone

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  Le prime testimonianze di Balanzone si hanno intorno alla metà del Seicento. L'etimologia è incerta, ma alcuni studiosi fanno risalire il suo nome alle 'balle' (nel senso di enormi spropositi) che infarciscono il suo eloquio. I suoi interminabili sproloqui, punteggiati da citazioni stravolte e da assurdi voli pindarici, mettono in ridicolo le pretese oratorie dell'intellettuale da strapazzo. Balanzone, arrogante, logorroico, presuntuoso, è fra le maschere più divertenti e antiche della Commedia dell'Arte.

Andare controcorrente è divertente

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 Illustrissimi Lestrigoni del sapere e custodi della morale degli adulti perbene, a voi mi rivolgo. A voi. Lo ammetto, andare controcorrente è divertente ed è per me, da sempre sconvolto, purtroppo, da immaginari fiabeschi e circensi, un vero e proprio atto vitale, gioioso, giocoso. Lo senti lo scalpiccio dei tacchi dei professori che dal pavimento logoro e vetusto si aggrappa alle pareti dei corridoi, e rimbalza e rintrona e, mescendosi al profumo di muffa, rende tutto più libero e bello? Lasciali andare, in quel labirinto ordinato, a elargire sapienza e cultura. Li vedi gli intellettuali schierati in opposte fazioni, così uguali e diverse, pronti a scannarsi mentre lassù, dove si puote ciò che si vuole, il gioco delle parti continua e tutto si fa nobilmente immobile? La vedi la massa composta da brave persone, tanto buone e oneste, e tanto solidali con i più deboli? Fate quello che vi pare, insomma, ma se c'è qualcuno che mi vuole bene, almeno un po', lasciatemi giocare, non ...

La giungla del mercato e il salotto degli intellettuali

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 Un sibilo che striscia: serpe venefica fra il folto della vegetazione. Ma che sarà? Si snoda: fra gli alberi no, rimane basso. Non si vede. Attraversa la palude il fango il letame. Intanto i tarzanidi lucidano i muscoli. Alcune donne osservano con occhi smerigliati altre più fortunate fare del loro ancheggiare mercato.  Ma dereteggiano i mercanti d'arte d'ambo i sessi e lucidano cianfrusaglie e le spargono di qua e di là e infettano ogni persona perbene. E altri ancor più affamati e ossuti giungono e danno battaglia. Intanto, però, quell'essere, in quel sibilare assassino, s'allontana e s'infiltra più in là della giungla, nel salotto buono. Lì, fra dita unte e unghie di glorioso sudiciume, guida le penne, imbratta fogli con inchiostro strano. E nessuno di quei monaci del sapere bada alla giungla, a quella guerra di ricchi morti di fame che vorrebbero unirsi a quel consesso. Ecco allora un tizio far correre il suo sangue sul tavolo che diventa calamaio di onusti ver...

Il re burattino e la magica polverina

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  Oh, quant'è bello questo re burattino che sin da bambino sognava il comando ed ora che regna, s'affanna, s'indigna, i denti digrigna e poi urla e fa festa così almeno la testa di chi dice:- Basta! - si confonde e dimentica, fra risate ammattite, che tutto si guasta. Oh, quant'è bello questo re burattino che da ragazzino, fra taverne e bicchieri, nel gruppo disfatto, distratto, invocava tremante, con le mani giunte, che l'amica fatina portasse la magica polverina a lui e alla truppa distrutta, già cotta e stracotta da essere marcia. Oh, quant'è bello questo re burattino che danza, balla e si sballa, proclama a gran voce: - Sia fatta la luce! - e la gente affamata, intontita, umiliata applaude e strilla e suona la squilla e la festa continua, continua più mesta. Oh, quant'è bello questo re burattino che la servetta introduce nella notte di pece: per lui sia un vanto quel pianto, lo schianto di chi è più in basso, il canto di chi sa far tacere e che paga per ...

Mia nonna e il pugile nigeriano Ayo Ndubuisi

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  Mia nonna ha novantacinque anni compiuti. Da qualche mese è diventata amica e confidente del ventisettenne pugile nigeriano Ayo Ndubuisi. Insieme siedono sul divano dopo un allenamento di lui, godono il crepitio del fuoco e discorrono amabilmente di politica e di religione, di dermatite atopica e dell'artificio della regressione nel Verga verista. Ayo ascolta rapito i discorsi di mia nonna: la saggezza degli anziani è sempre miele per il cuore di chi ha l'animo nobile e gentile. E mia nonna, a sua volta, apprezza lo spirito di sacrificio del pugile, i suoi allenamenti all'alba, le corse in periferia. Quel lambire i campi e sedurre la fatica con il sogno sono un balsamo che anestetizza ansie e timori. Ogni tanto le loro parole scivolano, in una soffio d'amarezza, sul comportamento del nipote della donna: un bravo ragazzo - sì, certo, non si è mai sballato - però potrebbe fare di meglio. Refrattario a lasciarsi incasellare in qualsiasi etichetta, totalmente indifferente...

Squali nel lungomare di Olbia

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  Sorpresa sorpresona ad Olbia! Mentre i prezzi aumentano e cresce la spazzatura (e i costi per mantenerla profumata anche d'estate) ecco che, con un colpo di scena degno dei più grandi teatranti d'Europa, l'Amministrazione comunale olbiese porta gli squali addomesticati - innocui, quindi, e sorridenti - nel suggestivo lungomare, quello che al tramonto si fa lambire dalle auree lacrime del sole e commuove chiunque non abbia del ferro arrugginito che pompa sangue alle arterie. Chi mi conosce da sempre sa quanto ami gli animali, specie quando sono utilizzati per dare soddisfazione ai turisti che giungono meravigliati a contemplare le nostre coste. E così, un paio di giorni fa, mi sono fatto fotografare in compagnia di un simpatico squaletto che mostrava le zanne ironico, di fronte alla serqua di abbrustoliti turisti, in preda allo stupore più genuino. E via con video su video da condividere nei social. Non tutti, a onor del vero, hanno apprezzato sia l'iniziativa dell...

Dubbi esistenziali di una capra: sopra o sotto la panca?

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  C'era una volta una capra.  Non una capra qualunque, ma una animata dal vezzo di voler essere artefice del suo destino. Aveva scelto, con piena coscienza, di vivere sopra una panca. Perché? Facile: "Sopra la panca la capra campa". E l'allitterazione — quel dolce scivolare delle consonanti uguali — la faceva sentire al sicuro. Panca , campa : sembrava che l'universo stesso avesse architettato un gioco di suoni per garantirle la sopravvivenza. Un giorno, per curiosità o per noia, la capra provò a scendere sotto la panca. E lì iniziò il dramma. Sotto la panca , infatti, "la capra crepa". Una frase dura, secca, senza la dolcezza della "m". La "r" di crepa morde, graffia, frantuma. L’allitterazione svanisce, e con essa, forse, anche la fortuna della capra. Ma era davvero solo una questione di fonetica? O c’era dell’altro? Alcuni linguisti da stalla dissero che la colpa era tutta della posizione subalterna . Sotto la ...

Basta autocelebrazioni! Viva l'autoironia (e chi sa ridere di sé)

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  Da sempre l'autoironia, per me, è un modo salutare di mettersi in discussione e di non prendersi mai troppo sul serio (dico sempre che bisogna prendere sul serio quello che si fa, non ciò che si è). Spesso mi chiedono come mai rida o sorrida così spesso di me e una volta una persona molto seriosa mi ha anche detto che il mio atteggiamento potrebbe essere indice di insicurezza: se anche fosse, che male c'è ad accogliere e riconoscere tale sentimento umano?  Devo aggiungere che a spingermi a fare largo uso dell'autoironia è anche la profonda noia che mi suscitano i narcisisti, quelli che ci tengono costantemente a dire quanto sono bravi, amati, lodati, straordinari et similia . E che si offendono se non li esalti: per carità. Fra l'altro, le persone più brillanti che ho conosciuto scherzano su di sé, non hanno bisogno di lodarsi. E poi: siamo esseri mortali e finiti, come non sentirsi ridicoli di fronte al tempo che passa e tutto travolge se, tronfi, ci ergiamo a pontif...

Parla la signora Pace: il rock di Filippo mi spappola il cervello

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  La prof.ssa Maria Grazia Ledda, moglie di Filippo Pace Professoressa, come mai ha deciso di rilasciare quest'intervista? Perché voglio che finalmente la gente sappia. Sono stanca. In che senso? A che cosa si riferisce? Vede, io amavo la musica di Mango e in genere il pop oppure le canzoni di forte portata melodica come quelle cantate, per esempio, da Elisa o Giorgia. Da quando sono con Filippo mi tormenta con il rock. Badi bene, non solo quello in generale, ma proprio il suo, quello composto da lui. Si spieghi meglio... Avrà composto un centinaio di pezzi, quasi tutti agitati, irriverenti o sopra le righe. Non ne posso più, mi spappola il cervello. Dopo aver registrato le sue canzoni me le spara in macchina a tutto volume. Queste urla e queste chitarre distorte mi ubriacano. Non dev'essere facile, immagino. Non ne posso più. L'ho invitato e frequentare anche altre donne per canalizzare in maniera meno dolorosa tutto ciò. Interessante: lui come ha reagito? Mi ha risposto c...

Quando la mia maestra mi chiamava mafioso

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  Piccolina, con le scarpette con il tacco, pia, devota e per cinque anni sempre pronta a schiaffeggiarci e a tirarci i capelli quando non capivamo qualche cosa o chiacchieravamo: era questa la mia maestra. A dire la verità era già allora politicamente corretta: malmenava, infatti, solo noi maschietti perché, diceva sospirando, le femmine non si toccano nemmeno con un fiore. Ad animare il suo innovativo metodo didattico in quel quinquennio 1983-1988 erano i suoi furori religiosi. Mentre ci picchiava, infatti, invocava i santi: Santu Paulu beddu , Santa Maria, Sant'Antoni meu e Santa Rita da Cascia. In realtà quest'ultima, per me, era la più temuta perché mi pareva che le affiorasse alle labbra nei momenti di maggior furore e le trasformava le manine in pezzi di marmo. Noi avevamo imparato a nasconderci il capo fra le mani, soprattutto per difenderci i capelli e le orecchie, da lei sempre presi di mira con perizia feroce. Ma non è questo il punto. A me, a noi, credo, pareva nor...

Per una teoria marxista della stitichezza

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 Io non sono certo un filosofo, però credo che si debba colmare una lacuna importante, inesplorata nella teoria marxista. Mi riferisco alla stitichezza: questa può essere vista, infatti, come una manifestazione della lotta di classe, una rappresentazione della contraddizione tra le forze produttive e i rapporti di produzione. In una società capitalista, la stitichezza può essere equiparata ad un'espressione della alienazione del lavoratore dal suo corpo e dalla sua salute. Il lavoratore è costretto a lavorare in condizioni di stress e di fatica, senza avere il tempo e le risorse per prendersi cura della sua salute. La stitichezza è quindi un'espressione della contraddizione tra la necessità del lavoratore di lavorare per sopravvivere e la sua incapacità di controllare le condizioni del suo lavoro. Inoltre, la stipsi può essere un'espressione della lotta di classe tra la borghesia e il proletariato. La borghesia, che controlla i mezzi di produzione, può permettersi di avere...

Strane strade stravagantissime

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 Strane strade stravagantissime ci portano lontano dai sentieri consigliati. Lei lo sa, il nostro estro s'impiglia in qualche periferia poco illuminata dal soffocante buon senso della medietà. Eppure, ci muoviamo come bambini o come ubriachi spinti dalla nostalgia di non si sa bene che cosa. Ma non abbiamo nulla da insegnare a nessuno, meglio non dimenticarlo mai. Lei danza, occhi semichiusi, e non pensa che, in fondo, io non so dove andare.  In lontananza, due donne attempate passeggiano con i cani vestiti. Mi avvicino a loro e chiedo i nomi delle bestioline. Una è Persefone, l'altro Macchia. - Ma... con questo caldo, con questa afa - suggerisco loro - non sarebbe il caso di togliere i vestiti ai cani, hanno già il loro pelo a soffocarli. La mia amica, intanto, al suo danzare unisce un canto che sa di lamento di qualche cosa di perduto e dolce. E forse una lacrima, dalle ciglia, fugge verso il basso. - Ma lei chi è? - chiede intanto una delle due signore, quella con un p...

Cinghiali irrompono nella piazzetta di Porto Cervo e aggrediscono i passanti

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  Una dozzina di cinghiali dagli occhi fiammeggianti ha fatto irruzione nella piazzetta di Porto Cervo e ha aggredito gli ignari passanti, intenti a farsi selfie e a esibire gli abiti firmati. La carica dei cinghiali I grugniti e i brontolii gutturali delle bestie si sono così uniti, in un dissonante coro, alle urla umane e io, che ero lì cercando di corteggiare Luisella Tomi, la mia amica di sempre, ho assistito ad una scena degna dei più sconvolgenti film horror. Vetrine sventrate dalla furia cieca dei quadrupedi; vetri che zampillano insanguinati al tramonto; borse di Louis Vuitton masticate e maciullate; abiti di Prada, Chanel, Gucci oltraggiati dalla belluina ferocia. Gente che scappa, di qua, di là. Ragazzi che si buttano in acqua. Il polpaccio tatuato di un malinconico culturista ridotto a brandelli. Una donna in ginocchio si sente turbata: ora non è più lei al centro dell'attenzione, ma quelle irsute bestiacce senza nessuna eleganza. Un uomo chiede che qualcuno fermi e ucci...

Disavventura in viale Aldo Moro

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 Cammino per viale Aldo Moro ed ecco che qualcuno mi saluta. Mi fermo, stringo gli occhi disturbati dal sole e ricambio il saluto. - Come stai? - mi chiede un tipo abbracciandomi. - Bene e tu? - rispondo sorridente. Peccato, però, che mi venga in mente solo il nome di sua moglie e non il suo. Mordicchio le labbra e cerco di ricordare. - Come stanno tua moglie e i tuoi figli? - continua lui, mettendo le mani sui fianchi, in attesa della risposta. - Bene, grazie - replico sempre più infastidito dal fatto che mi sfugga il nome, ma riprendo fiato e ribatto: - e tua moglie e tua figlia? Tutto bene? - Tutto ok, mia moglie sta lavorando e con questo caldo non sarà particolarmente allegra. E tu con il lavoro? Ribatto sul caldo e sul lavoro e, nel frattempo ,me la prendo con il mio solito difetto di non ricordare i nomi. Intanto, mentre noi due chiacchieriamo si avvicina un ragazzo sulla trentina e si ferma vicino a noi e ascolta e, mi pare, aspetta qualcuno. E così continua la nostra conve...

Le 'mie' cinque ballerine in tutù rosa

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 C'è una riunione importante. Una di quelle in cui ci sono sia personaggi che contano, intellettuali riconosciuti dall' establishment e tante persone istruite ben felici di partecipare a tale consesso. Ma non è una riunione in cui si parla di qualche cosa: si mangia in piedi, si fa conversazione mostrando eleganza, cultura, magari si sorride, ma sempre in maniera, non so come dire, in... maniera adulta. Io sono seduto in un angolo, bevo un bicchiere che mi dà un po' alla testa, mi vengono in mente le mie solite fantasie e allora si avvicina una donna in abito da sera, uno di quelli scuri e lunghi, e mi ammonisce con lo sguardo: è come se volesse dire, fa il bravo, Filippo, mi raccomando. Che fare, allora? Bevo mentre la lingua di coloro che conversano ben integrati diventa via via incomprensibile. Sarà colpa del malizioso liquore dal colore fulvo che danza, seducente, nel bicchiere? Meglio smettere. Mi alzo, cerco qualcosa da mangiare, ma c'è un canto che si fa largo v...

Avventura nel centro storico di Arzachena: tra vitalismo e sogno

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 Non si sa mai quello che può capitarti quando passeggi nel centro storico di Arzachena. In un pomeriggio come tanti, qualche giorno fa, mi muovevo intorno alle 19 in piazza Risorgimento, cercando di farmi largo tra la folla. Intorno a me, infatti, un via vai continuo di arzachenesi di tutte le età: bambini vocianti, persi nella morsa febbrile della frenesia del gioco; adolescenti e ragazzi appassionati, occhi negli occhi a giurarsi amore eterno, oppure a benedire parole leggere atte a disegnare traiettorie utopiche su come cambiare il mondo; adulti in pieno fermento di idee, immersi in discussioni stimolanti; anziani a passeggio che rammemorano placidi i giorni perduti dell'età più bella. Rimango un po' sorpreso, a dire il vero. Per fortuna mi soccorre Luciana, una mia vecchia amica d'infanzia che s'avvicina offrendomi il suo sorriso, e mi spiega che tanta vitalità il centro storico la vive grazie alla lungimiranza di scelte strategiche, prima fra tutte quella di ripor...

A testa in giù

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  La pioggia sul vetro della macchina, all'imbrunire. Noi fermi ad una stazione di servizio. La donna che mi porta a Sassari ha quasi vent'anni in più di me, mi parla di quel lungo film che dodici anni prima, al cinema, l'aveva incantata. Io ascolto, lei ricorda, mentre aspettiamo il suo amico.  L'inverno del 1996 sarà bello, mi dico. E intanto piove con più insistenza e il racconto della donna forse è aggredito dalla nostalgia. Come mai il suo amico ancora non arriva? Ci sarà qualche problema? - Tu hai solo diciannove anni - mormora lei ogni tanto e mi sorride increspando appena le labbra, poi si guarda nello specchietto retrovisore e sospira. I vetri si appannano, mi piace disegnare col dito forme strane e irregolari. Lei, in silenzio. A che pensa? Tre uomini con cappello e impermeabile vengono verso di noi. Dove li ho già visti? Sono bambino, anni Ottanta, ai tempi delle scuole Elementari. Coricato sulle ginocchia di zia Giulia aspetto che mi faccia la puntura. Come ...

Matteo Messina Denaro a Ballando con le stelle

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 Matteo Messina Denaro sarà ospite di "Ballando con le stelle", il meraviglioso show condotto da Milly Carlucci. A dare la notizia è Franco Amogheri, testa pensante e deus ex machina del programma. Durante una conferenza stampa, infatti, la madre delle stelle - così viene chiamato il buon Amogheri per via del suo vezzo di indossare collant quando in compagnia di ospiti particolarmente brillanti -  non ha dissimulato la sua eccitazione per essere finalmente riuscito nel duplice intento sia di svecchiare la trasmissione che di rivitalizzarla con un po' di pepe: - Il pepe servirà - spiega trionfalmente ai giornalisti - per rendere un po' meno agevole l'addormentamento dell'italiano medio, impigritosi sempre di più dopo la pandemia e intento a erotizzare il divano di casa con risultati che i francesi e gli spagnoli possono solo sognare. Lo stesso Messina Denaro, intercettato telefonicamente, pare abbia manifestato entusiasmo all'idea di ballare con una spilun...

Letterina monellina a Babbo Natale

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Caro Babbo Natale, porta alla mia mammina, e soprattutto alla sua amica Gennarina Pino, che non è sposata e non ha figli, una nuova app  per farsi tanti nuovi ritocchini. Quella che adesso usano tutti - soprattutto la mia mammina e le sue amichette - rende irriconoscibili e spaventosi. Io quando non riconosco la mia mammina in quei selfie mi spavento. Se riesci a fare questo sarebbe bellissimo. E se tu riuscissi a compiere questo miracolo prova a farne un altro: porta un fidanzatino a Gennarina Pino, così magari la smette di dire sempre tante parolacce e di essere sempre nervosa. Paolino, sei anni Le app miracolose cattura likes     Caro Babbo Natale, porta tanta prosperità a Enrico Letta perché senza di lui io non sarei mai riuscita a diventare Presidente del Consiglio.  Giorgia Meloni, donna, madre, cattolica, Presidente del Consiglio   Enrico Letta giustamente soddisfatto per aver raggiunto il suo obiettivo: Giorgia Meloni Presidente   Caro Babbo Natale,...