Il mio anno scolastico 2025/2026
Il mio anno scolastico 2025/2026 si è caratterizzato da una continua e dolcissima pressione sulle spalle. Infatti, sia durante le ore di lezione che persino nelle riunioni, senza che io ne avessi il minimo sospetto, trovavo dietro di me Lan, ragazza cino vietnamita alta tre metri, che poggiava sul mio trapezio le sue dita lunghe e nodose e prendeva a massaggiarmi. Indubbia la sua perizia, non posso negarlo. La sua espressione immota, però, a volte mi lasciava perplesso.
Immaginate con quale stato d'animo mi avventurassi con Astofo sulla luna alla ricerca del senno di Orlando, oppure con quale tremore mi accostassi allo sdegno misogino che infuoca i versi di Giovenale?
- Scusami, Lan - mi sono azzardato una volta, davanti ai miei alunni, nella devastazione della sesta ora - puoi evitare per qualche giorno di massaggiarmi le spalle? Sai, avevo l'illusione di essere in qualche modo libero e...
Lei non ha risposto. Non si è allontanata. Non ha mutato espressione.
Spuntava così, all'improvviso, e allo stesso modo se ne andava.
Una volta si è materializzata dietro di me mentre facevo la fila alle poste e una sera persino in pizzeria con mia zia Giuseppa, novantenne in lacrime perché le ultime analisi del sangue le avevano rivelato di essere incinta.
- Lan, lasciaci soli... - ho implorato - questi sono fatti personali, privati.
Eh no, nemmeno allora si è dileguata, ma ha ascoltato, trattenendo il respiro, le ipotesi di zia Giuseppa sull'incontro carnale con Eltazio Urani, avvenuto dieci anni prima, durante il giorno dei morti. Zia Giuseppa ed Eltazio si erano riparati dalla poggia ed erano entrati nella tomba di un certo Agrippino Scuri, un geometra noto per aver intrapreso la carriera di medico con risultati che hanno arricchito numerosi psichiatri, e qui si erano concessi un lungo e sepolcrale abbraccio per riscaldarsi.
Fu allora che udii la risata squacquerata di Lan e ne fui mortificato. Tuttavia la mia attempata interlocutrice non si accorse di nulla, forse perché presa a rammemorare i suoi torridi fremiti cimiteriali; o forse (chi può dirlo?) a causa dell'udito affaticato dal tempo.
Nel secondo quadrimestre le premure di Lan nei miei confronti non hanno conosciuto battute d'arresto. Persino ai colloqui è comparsa.
- Com'è alta, questa ragazza - ha sbottato una volta un genitore. Gli altri, a dire il vero, avevano fatto finta di nulla.
- Già - ho risposto tentando di giocare la carta della disinvoltura - pensi che è la ragazza più alta del mondo.
- Ma è un'idea del Ministero dell'Istruzione e del Merito? - mi ha chiesto infine l'uomo, alzando le ciglia pensieroso.
Io, lo ammetto, ho scosso così forte la testa che mi è venuto dolore alla cervicale e allora... magia! Le mani di Lan hanno scacciato quel male in pochi secondi.
Mi sono così via via abituato a lei e, anzi, nel secondo quadrimestre la aspettavo e ad aprile, travolto da serotine malinconie, le ho chiesto di cantare una canzone, ma lei, ritrosa, non ha accettato.
Il silenzio era la sua voce.
Anche durante gli scrutini mi è stata vicino.
E forse con me ha pianto mentre correggevo i compiti di italiano, quando i miei occhi si smarrivano nel groviglio oscuro di sintassi imperscrutabili o contemplavano il lutto creativo di apostrofi e accenti.
Oggi, all'ultimo collegio di docenti, Lan si è inginocchiata e mi ha baciato sulla fronte, proprio durante le relazioni delle funzioni strumentali.
Più tardi, con gli occhi lucidi, le ho donato un ciclamino e lei ha ricambiato con un acino d'uva nera.
Poi è andata ad accarezzare le spalle a qualcun altro, dimenticando, forse, che sono interno agli esami di maturità.
Ora ho in bocca l'acino che mi ha lasciato e lo ingoierò solo all'inizio del nuovo anno scolastico.
Ciao Lan, un saluto a te e a tutti i tuoi centimetri...

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