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Visualizzazione dei post con l'etichetta I miei romanzetti

Raccontami ancora quell'ultima estate

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  Le fasi di passaggio dell'esistenza mi hanno sempre attratto. Quando un ciclo si esaurisce le emozioni si fanno più intense ed accese; negli animi più sensibili, a volte, si alternano languori, vitalismo, fantasie che raccontano desideri e paure. Mi viene in mente che proprio ieri mia figlia Sofia ha completato i cinque anni della Scuola Elementare: se aveste visto che spettacolo di gioia, al suono dell'ultima campanella... se aveste visto con quanta frenesia i bambini si inseguivano e si lanciavano palloncini ripieni d'acqua... se aveste visto come si agitavano per mascherare le lacrime... La bellezza della festa non è in fondo quella di celebrare un addio? La stagione vecchia muore, arriva quella nuova: è la vita che si rinnova. Fasi di passaggio. Nel mio ultimo libro ho pensato di raccontare questo: il professore Spersi al suo primo incarico che arriva in un'isoletta periferica; gli alunni di una V di un Liceo Scientifico che si preparano al diploma; il preside Sal...

Sado Lesbo Rock - Epica del deviante (Presentazione ad Olbia)

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Sado Lesbo Rock. Epica del deviante

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Il romanzo si apre con lo Scorpione che uccide la Mantide, una lottatrice che fa parte dei fratelli: anche lei, infatti, ha una cicatrice a forma di spirale nella caviglia sinistra; anche lei è della prima linea e prende ordini da Occhi d'angelo, fantomatico burattinaio di un'organizzazione criminale che si muove nell'ombra. Lo Scorpione: un killer professionista, bravissimo a svolgere il suo mestiere. Eppure entra in scena stanco e tarlato dal dubbio: perchè uccidere una di noi? In prima linea ci sono gli orfani, quelli a cui hanno insegnato ad amare - quasi in fasce - Occhi d'angelo. E aggiungici il lavaggio del cervello, la costruzione di un immaginario che ha nel dubbio il suo peggior nemico e capirai quanto sia difficile non essere come ti hanno obbligato ad essere. Un esercito di assassini, di burattini. Di alienati che non sanno chi sono, né che vogliono.  Ma che succede se uno pensa, dubita, si fa domande? Lo Scorpione inizia ad essere egli stesso persegu...

"La ballata della regina senza testa" (primo capitolo)

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Più tardi, quando il loro dibattersi giunse alla fine, mentre il frate carezzava il viso di Martina con benevolenza, le sussurrò: – Mia cara, se avessi saputo che eri vergine avrei cercato di impiegarci un po’ di tempo in più. Martina, di rimando, voltandosi per il pudore che le imporporava le guance, sfiorando il polso del frate: – Se avessi saputo che avevate intenzione di impiegarci più tempo, mio caro amico, mi sarei anche spogliata.  "La ballata della regina senza testa", Condaghes, 2017.

La ballata della regina senza testa (2017)

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Leggo notizie sempre meno commentabili e sempre più commentate, con dovizia di spiegazioni, dietrologie. Pare che in tanti abbiano risposte, insomma. Io, invece, non so che cosa dire. Mi comunicano che La ballata della regina senza testa  è in libreria, seconda edizione riveduta e corretta, pubblicata da Condaghes. Questa è la mia notizia, nonché la mia risposta. La storia di una bambina che nasce senza testa e che non può recepire immaginario e modelli che le vogliono inculcare è metafora, per me, del nuovo, del nuovo sano. Le risposte, per la mia protagonista, erano pericolose, castranti, necrofile. In nome della verità si uccide, più difficile risulta farlo nel nome del dubbio. Sì, è vero, c'erano storie d'amore e inseguimenti, foreste magiche e donne bellissime. Ma io scrivevo liquidando un intero sistema di valori, prettamente e tipicamente italiota.  La ballata della regina senza testa non cambierà nulla, lo so. Il suo compito, mentre scrivevo, era quel...

Richiami di luna: L'uomo che lottava con i cani

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Mi avvicinai a Marea, ci prendemmo per mano.  Sipario.  Applauso.  E noi sulla scena e io sconvolto dalla bellezza di quella ragazza svestita, con gli occhi carichi di impazienza; la voce, morbida più del miele, le correva via dalle labbra e qualcosa che le saliva dallo stomaco le imporporava il viso. Non era più Giulia, ma Marea, ed era bellissima, provocante, e io ero Ladro di Ombre e volevo stare con lei, spogliarla, fare l’amore e consacrare ogni istante a quella ragazza.  Le sussurrai qualcosa di tenero e ardito, ma era totalmente prigioniera del personaggio e nessun muscolo tremò; strinse la mia mano così forte che mi convinsi fosse un modo per confessarmi la sua voglia.  Sentivo il suo profumo profanare la mia tristezza.  Fra i suoi abbracci, le sue parole, i suoi silenzi, percepivo la vita; lei corse di qua e di là per evitare i nemici. La sua presenza per me era una consolazione e m’invogliava di nuovo a credere in qualcosa.  S...

L'uomo che lottava con i cani

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Nell'estate del 2011 - periodo di grandi stravolgimenti nella mia vita - avevo iniziato a scrivere Epicedio della notte: era il racconto, cupo e decadente, di chi fugge dal suo nemico proprio mentre perde la memoria. Mi affascinava (mi suggestiona anche ora, a pensarci) l'idea di scappare senza poi riuscire a ricordarti da chi; senza, di conseguenza, identificare il tuo vero nemico.  Qualche capitolo, ma Epicedio della notte non trovava sbocco e si fermava alle soglie dell'autunno.  Nei primi mesi del 2012 mi assalivano costantemente le immagini di un mediocre avvocato che nei momenti più importanti (le cosiddette tappe cruciali) della sua esistenza veniva morsicato dai cani con conseguenze sempre più grottesche. E ridevo, sì, come uno stupido. Ridevo della buffa tragedia dell'esistenza. Anche nel cuore della notte ridevo del povero Elvio (così avevo chiamato nella mia testa quell'avvocato). E così, per divertimento, ho iniziato a scrivere Cineide .  Doveva ...

Azzurro ovunque: "C'era una volta la Rivoluzione"

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Lo sciacquio delle onde, un aereo in lontananza. Azzurro ovunque. Chi resta, chi parte. Il colore è lo stesso: - Allora cambiamo programma - continua la ragazza, il mento sulle ginocchia - se non mi sposi mi uccido. Giuseppe Falchi richiude gli occhi, vorrebbe non sentire più. - Sai che c'è un uomo della tua età che farebbe di tutto per sposarmi? L'altro le accarezza la schiena nuda, le dita si arrampicano come un ragno sulla sua tela. - Un giorno mi troverai morta. E voglio che tu mi butti nel mare... in questa bara azzurra... Ora il ragno ha raggiunto i capelli, vi s'impiglia. - La mia puttana triste... - fra tenerezza e rammarico. Paola Moreno si agita come se fosse stata morsicata da un serpente velenoso, si volta verso l'imprenditore e con ira prende il suo volto fra le mani. Strilla come solo le donne sanno fare, quando i nervi cedono: - Non chiamarmi mai più così! Basta russi, arabi grassi e sudati, spettacolini privati! Basta con questa vita! S...

Anche i cani sognano Hegel

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Ma tra passato e presente perché ci deve essere una sfida, un duello, uno scontro? Chiedetelo ai dispensatori di risposte, agli asceti in vena di provocazioni da "dove c'è Barilla c'è casa", ai frombolieri di semi di fave, ai labrador ringalluzziti dalla fenomenologia dello spirito del buon vecchio Hegel.  A me chiedete: ma è vero che in C'era una volta la Rivoluzione , il tuo secondo inutile romanzetto, a muovere la tua scrittura è stato uno scioglilingua dal deflagrante significante rivoluzionario (ovvero: sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa)? Sì, è vero, sono stato colto in flagrante. Prometto che prima o poi spiegherò qualcosa in relazione a ciò, però, per ora, mi si lasci dire che sì, è vero, lo so, dovrei ma non posso, potrei ma non voglio e chi mi spiega perché devo riconciliare nel reale le contraddizioni e gli opposti? Sì, già lo so che me ne pentirò, ma fra tutti i 33 trentini che entrarono a trento sorridendo senza...

C'era una volta la Rivoluzione: geografia dello sballo

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Ora, Silvia quasi si contorce, si batte la fronte, tira ancora su con il naso e risponde sussultando: - Oh, sì, avete ragione. Pensavo lo conosceste: è il nuovo intrattenimento glamour che Giuseppe Falchi ha portato in Costa Smeralda, dopo averlo conosciuto in America. O in Svezia. In quei posti lì, insomma.

C'era una volta la Rivoluzione: incipit.

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1958 C’era un luogo, tanti anni fa, in cui nessuno cercava di arrivare. Una costa che specchiava nel mare celeste i cespugli e i rovi, le rocche e le colline, prima che sapesse di essere smeralda, di avere segreti e bauli di sogni da regalare, di attirare principi che la potessero risvegliare. È una sposa pazza che davanti all’altare giura vendetta al marito per un tradimento solo sognato. O forse solo un quadro: vallate frastornate dal canto delle cicale, precipitate in mille estati senza nubi, in quelle soglie che non portano alla Storia, ma solo a casette disperse nel giallo di stoppie riarse. E se ti avvicini, se rubi la cornice, se incrini il vetro che vuole salvare quell’immagine ecco precipitare l’ordine, risucchiato in mille rivoli che non raccontano nulla, né insegnano. Neppure spiegano, sanno solo evocare, convulsi, gli occhi di un bambino di sei anni, seduto all’ombra dell’albero di fronte alla sua casa. Si chiama Nicola, è scalzo, i pa...

C'era una volta la rivoluzione: in uscita il 12 giugno

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In uscita il mio secondo romanzetto, un giallo-noir, sospeso tra passato e presente, ambientato in Costa Smeralda nel 2006, proprio poco prima che la Crisi mettesse in ginocchio l'economia europea. In libreria e ordinabile su www.ibs.it Edito da "Cultura e Dintorni".

La ballata della regina senza testa

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Di nuovo il buffone si scatenò: «Il problema non è essere o non essere. Il problema è: essere ciò che si è o essere ciò che gli altri vorrebbero che si fosse? Il guaio è che essendo come non si vorrebbe essere ma come gli altri vorrebbero che noi fossimo si finisce per diventare ciò che non si è e che cos’è, in fondo, ciò che non è e che non ha senso? Nulla! Quando qualcuno, dunque, riesce ad essere proprio come gli altri vorrebbero che egli fosse, questi diventa nulla, niente, perciò non solo si diventa ciò che non si è ma soprattutto si è ciò che non è e se qualcosa non è, credo proprio che non abbia senso che sia. Chiaro, no?». In attesa di una nuova casa editrice...

C'era una volta la Rivoluzione

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A breve, edito da Cultura e dintorni, il mio secondo romanzo. Ben lontano per forma, struttura, elefantiasi linguistica dal precedente "La ballata della regina senza testa", ma a questo consentaneo per l'approccio di sghimbescio e trasversale alla Verità, o presunta tale, che i filosofi, i capocomici dei partiti politici, la religione e la pubblicità esibiscono nella torve illecebri delle loro giravolte pseudo intellettuali. Lo sberleffo, insomma, anche se meno esibito, non manca nemmeno in questo romanzetto!