Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta L'uomo che lottava con i cani

La profonda superficialità di Andrea Scanzi

Immagine
Ho letto ora un post di Andrea Scanzi, credo dettato dagli orrori che la cronaca riporta in relazione all'omicidio di Alatri. Sono rimasto perplesso da tanta superficialità spacciata per profondità. Lo riporto di seguito, poi lo commento. Non so esattamente quando sia successo. Forse quando ho finalmente avuto il mio primo cane, forse quando ho imparato ad andare a cavallo e mi sentivo libero, fossero i boschi di Cortona o la Camargue. Forse quando sono diventato vegetariano, forse quando ho visto certi sguardi umanissimi di non umani. Non so quando, e probabilmente neanche lo avrei voluto. Ma è successo: provo sempre più empatia per il mondo animale e sempre meno per la specie umana. E' una razza che troppo s pesso mi fa semplicemente schifo. Conosco persone straordinarie, ne incontro ogni giorno nel mio continuo viaggiare. Solo che questa bellezza umana è sempre più sotterrata e calpestata dalla viltà: dall'ignoranza, dalla violenza. Dalla più smodata, e crassa, d...

Siamo tutti uguali

Immagine
Non per contendersi cibo né per istinto, come le bestie. No, gli uomini, proprio perché esseri razionali, quando danno libero sfogo alla violenza lo fanno in nome di nobilissimi ideali, di struggenti motivazioni. Le urla, il sangue e le botte in quella piazza, vicino alla bara di zio Ferruccio, erano l’ennesima riprova di quanto grande fosse l’animo della razza umana. Bellissimi a vedersi, quei bipedi implumi: così diversi per cultura, colore, orientamento politico e religioso, eppure miracolosamente tutti uguali nella brutalità della battaglia ("L'uomo che lottava con i cani"). 

"L'uomo che lottava con i cani": recensione

Immagine
Dalla pagina culturale della "Nuova Sardegna", 3 ottobre.

Attenti al cane

Immagine
Noi dobbiamo fare cinque passi compiliamo allora cinque schede una scheda quindi per ogni passo così capiamo bene cosa facciamo ma... Attenti al cane! Attenti al cane! Attenti al cane! Non è una bestia razionale. La guerra è brutta, la guerra non si fa il fumo nuoce gravemente alla salute noi educheremo la civiltà con la nostra santa razionalità ma... Attenti al cane! Attenti al cane! Attenti al cane! Non è una bestia razionale. Io sono sobrio ed elegante ho letto anche Hegel e Sigmund Freud e se mi osservo un poco nello specchio mi compiaccio di esser tollerante ma... Attenti al cane! Attenti al cane! Attenti al cane! Non è una bestia razionale. Se cadono le bombe su dal cielo e ci ammazziamo in nome della giustizia l'importante è non dimenticare che l'uomo è razionale ma... Attenti al cane! Attenti al cane! Attenti al cane! Non è una bestia razionale. Ecco il testo del rock blues composto ad hoc per il romanz...

Richiami di luna: L'uomo che lottava con i cani

Immagine
Mi avvicinai a Marea, ci prendemmo per mano.  Sipario.  Applauso.  E noi sulla scena e io sconvolto dalla bellezza di quella ragazza svestita, con gli occhi carichi di impazienza; la voce, morbida più del miele, le correva via dalle labbra e qualcosa che le saliva dallo stomaco le imporporava il viso. Non era più Giulia, ma Marea, ed era bellissima, provocante, e io ero Ladro di Ombre e volevo stare con lei, spogliarla, fare l’amore e consacrare ogni istante a quella ragazza.  Le sussurrai qualcosa di tenero e ardito, ma era totalmente prigioniera del personaggio e nessun muscolo tremò; strinse la mia mano così forte che mi convinsi fosse un modo per confessarmi la sua voglia.  Sentivo il suo profumo profanare la mia tristezza.  Fra i suoi abbracci, le sue parole, i suoi silenzi, percepivo la vita; lei corse di qua e di là per evitare i nemici. La sua presenza per me era una consolazione e m’invogliava di nuovo a credere in qualcosa.  S...

L'uomo che lottava con i cani

Immagine
Nell'estate del 2011 - periodo di grandi stravolgimenti nella mia vita - avevo iniziato a scrivere Epicedio della notte: era il racconto, cupo e decadente, di chi fugge dal suo nemico proprio mentre perde la memoria. Mi affascinava (mi suggestiona anche ora, a pensarci) l'idea di scappare senza poi riuscire a ricordarti da chi; senza, di conseguenza, identificare il tuo vero nemico.  Qualche capitolo, ma Epicedio della notte non trovava sbocco e si fermava alle soglie dell'autunno.  Nei primi mesi del 2012 mi assalivano costantemente le immagini di un mediocre avvocato che nei momenti più importanti (le cosiddette tappe cruciali) della sua esistenza veniva morsicato dai cani con conseguenze sempre più grottesche. E ridevo, sì, come uno stupido. Ridevo della buffa tragedia dell'esistenza. Anche nel cuore della notte ridevo del povero Elvio (così avevo chiamato nella mia testa quell'avvocato). E così, per divertimento, ho iniziato a scrivere Cineide .  Doveva ...