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Visualizzazione dei post con l'etichetta Letteratura

Italietta da Commedia dell'Arte: Balanzone

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  Le prime testimonianze di Balanzone si hanno intorno alla metà del Seicento. L'etimologia è incerta, ma alcuni studiosi fanno risalire il suo nome alle 'balle' (nel senso di enormi spropositi) che infarciscono il suo eloquio. I suoi interminabili sproloqui, punteggiati da citazioni stravolte e da assurdi voli pindarici, mettono in ridicolo le pretese oratorie dell'intellettuale da strapazzo. Balanzone, arrogante, logorroico, presuntuoso, è fra le maschere più divertenti e antiche della Commedia dell'Arte.

"Sergio Leone: mito e poesia": rassegna stampa.

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  In questa pagina, in continuo aggiornamento, sono inseriti gli articoli più significativi sul mio saggio su Sergio Leone dedicato a mio padre.  Intanto ecco il link della pagina del saggio sul sito della casa editrice Condaghes: https://www.condaghes.it/scheda/978-88-7356-434-8/sergio-leone-mito-e-poesia/it Qui, sebbene presente o ordinabile nelle librerie, il link per l'acquisto online: https://www.saribs.it/scheda.asp?id=SBS-978-88-7356-434-8&ver=it&ref=con "La Nuova Sardegna", Antonella Usai, 3/7/2025: "Olbia.it", Barbara Curreli, 6/7/2025: https://www.olbia.it/olbia-sergio-leone-e-cera-una-volta-il-west-raccontati-attraverso-le-parole-i-ricordi-e-i-sogni-di-filippo-pace- "Sassari notizie", Redazione, 11/7/2025: https://www.sassarinotizie.com/2025/07/11/esce-sergio-leone-mito-e-poesia-il-nuovo-saggio-di-filippo-pace/ "Logudoro Live", Piera Anna Mutzu, 11/7/2025: https://www.logudorolive.it/sergio-leone-mito-e-poesia-il-nuovo-sagg...

In Argentina e in Francia "Sergio Leone mito e poesia" si studia all'università

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Argentina: Universidad de Buenos Aires (UBA) Modulo: Estética (Cátedra García) presso la Facultad de Filosofía y Letras. Periodo: Agosto - Dicembre 2026 (secondo semestre). Sergio Leone mito e poesia è stato inserito come Bibliografia complementaria obbligatoria  per l'unità dedicata alla Rifunzionalizzazione del Mito nella Contemporaneità . L'UBA ha acquisito la licenza digitale proprio per garantire che gli studenti del corso possano leggere i capitoli centrali senza dover acquistare il libro (molto costoso per il mercato argentino: mi conferma l'editore che un solo libro avrebbe cinquanta euro di spese di spedizione). Francia: Université Lumière Lyon 2 Modulo: Esthétique du Western / Histoire des formes filmiques . Periodo: Febbraio - Giugno 2026 (Il secondo semestre francese è in corso ). Nella bibliografia d'esame (il cosiddetto Syllabus ) Sergio Leone: mito e poesia è indicato per la sezione Teoria dell'oralità e dello sguardo .

La Ricostruzione moralizzata attraverso la censura

  Dopo la caduta del Fascismo, l'Italia si trovò a dover ricostruire non solo le proprie infrastrutture, ma anche la propria immagine internazionale. Con la vittoria della Democrazia Cristiana (DC) nel 1948, il cinema divenne un terreno di scontro ideologico. Se da un lato il Neorealismo aveva mostrato al mondo le ferite della guerra, il nuovo governo centrista premeva per un "cinema dell'ottimismo". La censura non agiva più solo con i tagli della forbice prefettizia, ma attraverso una sottile pressione economica e morale. L'obiettivo era promuovere una moralità borghese fatta di decoro, rispetto per le autorità e rimozione delle contraddizioni sociali più stridenti. La Legge Andreotti (1949) L'architetto della politica cinematografica dell'epoca fu Giulio Andreotti, allora Sottosegretario allo Spettacolo. La sua legge introdusse un meccanismo di censura preventiva indiretta: Finanziamenti condizionati: I contributi statali e i permessi di esportazione ven...

Acquisizioni università straniere di "Sergio Leone: mito e poesia"

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 Il mio saggio Il romanzo esistenzialista del Secondo Novecento italiano è stato acquisito da tantissime università europee e americane ed è studiato nel corso di Letteratura italiana presso l'Università di Bucarest ininterrottamente da dieci anni; tuttavia il libro della vita è il saggio su Sergio Leone dedicato a mio padre ed è per questo che terrò un elenco aggiornato delle varie acquisizioni di questo testo. Tutto quello che ho scritto prima non vale nulla in confronto al valore esistenziale che per me ha questa pubblicazione. Ecco l'elenco delle acquisizioni (in aggiornamento): Harvard University Yale University Library Princeton University Library University of Michigan University of Chicago Library Columbia 

Otto Rank e il doppio: Plauto, Shelley, Stevenson a confronto

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Otto Rank sul tema del doppio (o Doppelgänger ) ha scritto un saggio fondamentale del 1914. Questi analizza il motivo del doppio come un'entità che ha subito una profonda evoluzione storica e psicologica, partendo dalla sua origine. Nelle prime fasi mitologiche e culturali, il doppio è spesso visto come un'entità protettiva, una sorta di angelo custode o l'anima che continua a vivere dopo la morte. Rank rintraccia questa concezione arcaica in figure come il sosia o il riflesso, in cui la perdita del proprio doppio (ad esempio, l'ombra o il riflesso in uno specchio) era temuta perché significava la perdita dell'anima e l'anticipazione della morte. Il doppio, in questa fase, è il primo nemico dell'Io che, nonostante l'intento protettivo, segnala la finitezza. Con il passare del tempo e l'emergere di una maggiore consapevolezza dell'Io individuale, la figura del doppio subisce una trasformazione patologica nel Romanticismo e nella letteratura succes...

La superstizione nel "Satyricon" di Petronio e nel "Malocchio" di Svevo

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La superstizione è nemica dell'intelligenza? Confrontiamo la tematica attraverso la rappresentazione che ne danno due autori lontanissimi nel tempo fra di loro: Petronio e Svevo. L'argomento è trattato con prospettive e funzioni narrative profondamente diverse, riflettendo le epoche e le sensibilità culturali dei rispettivi autori. Satyricon di Petronio: satira e costume sociale Nel Satyricon la superstizione è utilizzata principalmente come strumento di satira sociale e caratterizzazione dei personaggi, in particolare nella famosa sezione della Cena Trimalchionis. Questo irrazionale approccio esistenziale è diffuso tra i personaggi, specialmente fra i liberti arricchiti come Trimalchione, che ostentano le loro credenze in modo eccessivo e ridicolo. Basti ricordare l'insistenza di Trimalchione per far sì che gli ospiti entrino nella sua dimora con il piede destro per evitare la sfortuna e la sua ossessione per la morte e i riti funebri. Petronio non indaga la psicologia...

Contro lo snobismo borghesemente antiborghese della "Noia" di Moravia

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Il mio credo estetico - anche se detto così sa un po' di trombone borioso - è la negazione della tiepida ipocrisia borghese: il vero genio risiede nella capacità di muovere il pathos , non nel freddo calcolo formale. L’arte è l’atto emozionale che precede, e fonda, ogni pensiero autentico. La letteratura che mi interessa, così come il cinema, non deve informare il cervello, ma colpire al cuore. Se un’opera fallisce nel compito primario dello Spettacolo (come esperienza sensoriale e sentimentale), allora non è che un narcisistico esercizio di stile per la borghesia che si auto-contempla . E qui sta il punto: l'impegno non è un'etichetta sventolata in copertina, ma la verità interiore dell'autore. La critica che eleva la Noia di Moravia a caposaldo è complice di questo gioco: l'accigliato genitore degli Indifferenti , protetto da un coro servile e plaudente di intellettuali che scambiano la distanza chirurgica per profondità, descrive la nevrosi senza contagiarla...

Le origini della Letteratura latina: le prime forme e il teatro arcaico

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  Un inizio pratico, non poetico La letteratura latina non nasce da grandi poemi epici come quella greca. Le sue origini sono pragmatiche e legate alla vita quotidiana e istituzionale di Roma. Prima di avere opere letterarie nel senso che intendiamo oggi, esistevano forme di oralità funzionale: Carmina : erano componimenti in versi, non sempre di carattere poetico, usati in vari ambiti. Potevano essere religiosi (invocazioni agli dei), magici (formule per riti), celebrativi (canti di vittoria) o funerari (lodi degli antenati). Il più antico esempio noto è il carmen Saliare , un canto arcaico dei sacerdoti Salii, quasi incomprensibile già per i Romani stessi. Questo mostra come la lingua e le sue espressioni fossero in continua evoluzione. Annales Maximi : erano delle tavolette di legno, tenute dal Pontefice Massimo, su cui venivano registrati anno per anno gli eventi più importanti: guerre, carestie, prodigi, elezioni dei magistrati. Non erano storia, ma una semplice cronaca,...

Recensione della "Pastora" di Alberto Capitta

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  Selvaggia, ferina, belluina, macellaia, abbacinata dall'ebbrezza del sangue: è la pastora che viene chiamata a guidare l'Italia per superare un momento di crisi dovuto alla mancanza della carne. L'uomo forte che soddisfa i desideri - segreto inconfessabile di tanti abitanti della Penisola, appartenenti alle diverse classi sociali - è sostituito (e già questa è una trovata interessante) da una donna. La pastora , ultima invenzione letteraria di Alberto Capitta, edita dal Maestrale, conferma la potenza visionaria dello scrittore e offre interessanti spunti di riflessione non solo per quello che racconta, ma per ciò che manca, non rappresenta e che, proprio per questo, risulta ancora più disturbante. Partiamo dall'esplicito, con ordine: la pastora incarna il marcio, la putrefazione e la morte che sono legati all'immaginario fascista. Il pericolo che rigurgiti del Ventennio agiscano sottotraccia e possano riprendere il sopravvento è, ammettiamolo, realistico. La pasto...

Sciascia legge Manzoni: il 'sistema Don Abbondio'

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Generazioni di lettori si sono scontrate con I promessi sposi : riassunti, apparati critici, commenti possono diventare, paradossalmente, respingenti. Il capolavoro di Manzoni, invece, a volte dovrebbe essere 'reinventato', magari appoggiandosi a letture intriganti e suggestive come quella che ha fornito del libro Leonardo Sciascia. Per lo scrittore siciliano, infatti, i protagonisti non sono Renzo e Lucia, ma Don Abbondio: è singolare che questa sua idea si sia sedimentata così, senza nessuna guida, poiché aveva letto l'opera di Manzoni prima che fosse la scuola a imporglielo. Vediamo, dunque, quali sono le caratteristiche del 'sistema Don Abbondio' rinvenute dall'autore del Giorno della civetta .  Il pavido curato non è un semplice personaggio, ma il cardine di un sistema: l'incarnazione di un equilibrio statico, vischioso, in cui la paura è metodo e la neutralità complice. Un ingranaggio perfetto nel meccanismo dell'omertà diffusa: in tale contesto i...

Caratteri generali dell'"Adelchi" di Manzoni

  L'Adelchi di Manzoni racconta la tragica vicenda del principe longobardo Adelchi, diviso tra il senso del dovere verso la sua stirpe e la coscienza di un mondo in rapido mutamento con l’avanzata dei Franchi. Ermengarda, sua sorella, è vittima di un amore idealizzato e represso, che non può manifestarsi liberamente a causa delle tensioni politiche e sociali che la costringono a rinunciare alla sua felicità personale. In lei si manifesta il tema dell’eros represso: il desiderio d’amore viene bloccato dalle circostanze storiche e dal peso dell’onore familiare, fino a sfociare nella morte per il dolore provato. Questo eros negato diventa simbolo della sofferenza più profonda, del conflitto tra pulsioni intime e imposizioni esterne, che travolge la sua esistenza. Adelchi, invece, incarna il conflitto tra ideale e reale. Da una parte, è un giovane principe carico di ideali di libertà e fedeltà al proprio popolo; dall’altra, si trova schiacciato dalle forze storiche e dalla volontà di p...

Il mio nuovo libercolo è all'orizzonte

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  Non avrei mai pensato che il pdf del mio nuovo libercolo mi sarebbe arrivato ieri, domenica delle palme. Festeggiavo il compleanno di mio nipote Giovanni (già dieci anni, mi sembra appena qualche mese che è venuto al mondo...) e nella mente avevo ancora il sogno mattutino: incontravo papà che, con signor Vito, usciva dal cancello di casa. Ero felice di vederlo. Sorrideva e mi diceva che stava bene. Aveva una camicia bianca e una giacca nera. Che nostalgia. Oggi ho portato la mia classe ad un incontro per la sensibilizzazione contro la mafia. Ho visto i resti di una vettura della scorta di Falcone dopo l'attentato di Capaci. Rimani senza fiato quando le immagini sono vere, non filtrate dalla televisione. Poi, al Museo Archeologico, ha parlato la vedova Montinaro, moglie di uno dei giovani poliziotti rimasti uccisi nella strage. Che grinta quella donna. E quanto dolore. Ho pensato alla linea della palma descritta di Sciascia: papà me ne parlava sempre sin da quando ero piccolo. La ...

I pacifisti da salotto

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  C'è una categoria di persone molto simpatiche e che mi suscita anche un po' di tenerezza: i pacifisti da salotto. Loro sì, ci tengono a ribadirlo continuamente, che sono per la pace, non perdono occasione, sia pubblica che privata, per ricordarci a gran voce che sono contrari alla guerra. Il fatto è che, però, se magari io dico che tutti siamo contrari alla guerra e che a parole siamo tutti buoni e bravi ecco che loro, i pacifisti da salotto, dico, si turbano, s'indignano e mi rispondono che sono un guerrafondaio e che si sentono circondati da guerrafondai. E ancora di più inveiscono contro di me se mostro di non sapere come porre fine alle guerre che dilaniano il nostro presente e se, sommessamente, affermo che, in fondo, non contiamo nulla rispetto agli equilibri geopolitici e forse non è così utile la gara bambinesca a chi è il più pacifista fra noi. Poche storie e pochi dubbi, mugugnano indignati i pacifisti da salotto, non c'è molto da analizzare. Basta che una d...