Raccontami i tuoi sogni II

La rassegna letteraria del Liceo scientifico Lorenzo Mossa "Raccontami i tuoi sogni" ha come peculiarità, come ho più volte ribadito, quella di rendere gli studenti della nostra scuola protagonisti. E come già accaduto in passato cedo volentieri la parola alle tre studentesse della VB che porteranno la loro sensibilità e le loro cultura nella presentazione del libro di Piera Anna Mutzu Tando sì chi... che si terrà il 27 marzo alle 17 presso l'aula magna del Liceo Mossa.


Michela Careddu: Attraverso i libri e la rassegna letteraria, noi alunni entriamo in contatto anche con tradizioni, lingue e stili di vita che definiscono la nostra identità. In questo caso, l'opera che presenteremo domani ci ha offerto una preziosa finestra sulla cultura sarda. La rassegna smette così di essere un semplice appuntamento scolastico per diventare un’occasione di riscoperta delle nostre radici, che purtroppo rischiano di svanire. È quindi un modo essenziale per mantenere viva la nostra memoria culturale.


Manuela Casula: La rassegna letteraria organizzata dalla nostra scuola rappresenta un'iniziativa di grande valore: ci offre la possibilità di incontrare direttamente gli autori, ascoltare le loro voci e comprendere ciò che li ha guidati nella creazione delle loro opere, trasformando la lettura da un atto solitario a un'esperienza condivisa. Questi appuntamenti offrono un'opportunità unica di dialogo, permettendo di porre domande dirette, di chiarire dubbi. Inoltre, la varietà di autori e generi proposti stimola la curiosità e incoraggia l'esplorazione di tipologie letterarie che potrebbero rimanere inesplorati. In conclusione, momenti di incontro e confronto come questi ritengo siano fondamentali per avvicinare gli studenti alla cultura in modo attivo e partecipativo.



Alice Spensatellu: La lettura del romanzo etnografico Tando si chi… di Piera Anna Mutzu permette un accostamento critico ad alcuni autori studiati quest’anno, in particolare Verga.
L’opera, infatti, richiama l’attenzione verghiana per la vita rurale, per le difficoltà economiche e per la rappresentazione oggettiva della comunità pastorale della bassa Gallura.
Allo stesso tempo, il racconto della vita collettiva e delle dinamiche del paese evoca anche la poesia In capannello di Pascoli, in cui il passaggio del treno diventa la simbolica trasfigurazione di un progresso che sacrifica sull'altare della sfrenata corsa tecnologica gli affetti e la dimensione rurale più autentica.
Anche nel libro, infatti, la comunità diventa protagonista, osservata nei suoi rapporti semplici e nella dimensione corale.

Da sinistra a destra: Michela Careddu, Alice Spensatellu e Manuela Casula 


Commenti

Post popolari in questo blog

I tre western di Claudia Cardinale

Parla la signora Pace: il rock di Filippo mi spappola il cervello

Il gattopardo: la trama e la metafora decadente dell'esistenza.