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Zero in condotta

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Che fa, presidente, non sorride? Meglio, non mi sorride? Perché proprio a me, che faccio di tutto per non urtarla? Lei che esibisce nei suoi sorrisi la bontà del lavoro del suo odontoiatra di fiducia, sa tollerare l'inghippo di chi, pur non volendolo, è come non si dovrebbe. Ho usato farmaci procinetici in abbondanza e ho mandato giù i giusti che in nome della morale e della ragione hanno bruciato case, mogli e figli degli appestati. Ho coltivato il gusto chic per i sottomessi, i sottoproletari buoni che più buoni non si può, pure con quelli che sono anche peggio di loro. Ho abiurato l'ottimismo buonista, ho sbeffeggiato il pessimismo immobilista, ho leccato l'individualismo, ho indossato gli abiti fatti su misura di buon grado. Ho letto in questi giorni della candidata che si esibisce in bikini e ho letto, senza nausee, fastidi o reflussi, la parata di intellettualissimi che, pur avendo tanto serio lavoro da svolgere, specie di questi tempi, hanno voluto af...

25 anni fa moriva Sergio Leone

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Mi ricordo molto bene il 30 aprile del 1989. Guardavo il telegiornale con mio padre e diedero la notizia della morte del grande Maestro inventore di un nuovo linguaggio cinematografico che ha rivoluzionato nel profondo la Settima Arte. Se ne andava per un infarto Sergio Leone. In omaggio alla sua memoria, quella sera, su Rai Uno, trasmisero Il buon il brutto il cattivo . Avevamo tutti i film di Leone registrati in VHS, ci mancava solo quello. Lo registrammo, con un certo dispiacere. Lo avevo già visto tante volte anche quel film, lo rividi di nuovo quella sera con una strana sensazione. Non sapevo che il Maestro stesse lavorando alla realizzazione del suo film sull'assedio di Leningrado: De Niro sarebbe dovuto essere il protagonista, il budget sarebbe stato, come al solito, da kolossal (chi oggi in Italia - per non dire in Europa, a parte Luc Besson - può vantare un simile credito internazionale da intraprendere una mega coproduzione con Russia e Stati Uniti?), il tono ...

Gigolò per caso

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Mi imbatto nel nuovo film di Turturro, nella speranza di divertirmi, magari attraverso un gioco di ruoli e prospettive stranianti, ma così non è. La storia di un fioraio che diviene gigolò per caso e che si fa attento ascoltatore di solitudini femminili non decolla mai realmente. Turturro si gioca le sue carte nella raffinata indecisione che imprigiona il suo sguardo, di fronte ad uno script dalle molte idee, nessuna delle quali sviluppata. Si tratta di una commedia garbata, che aspira anche anche ad essere riflessione sulla solitudine, ma il registro qual è? Il film rimane al crocevia fra la commedia piccante, il grottesco, il dramma sentimentale, dando la sensazione che l'incapacità di scelta da parte del regista sia determinata dalla difficoltà di impadronirsi di un linguaggio. E allora regna la noia, qualche sbadiglio, qualche sorriso. E mentre ti chiedi per quale motivo la decadente bellezza e l'impudente fascino di Sharon Stone, così come la prorompenza di Sofia...

Mara Venier e la sua intelligenza

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Lo confesso, sono da sempre un ammiratore della genialità, della cultura e della raffinatezza di Mara Venier, animatrice, nei salotti televisivi della fantastica RAI, di pregnanti interviste e riflessioni talmente elevate da oscurare, per alcuni secondi, il teleschermo. Non so dire con quali memorabili gesta abbia segnato il suo sacro curriculum poiché la memoria si offusca, di fronte a tanta grandezza. So che ha avuto una relazione con un uomo di spessore quasi pari al suo, negli anni Ottanta, quel Gerry Calà che ha reso immortali con la sua presenza pellicole quali Bomber , Bar dello sport , Rimini Rimini , Abbrozantissimi; s o che infestava i locali della Costa Smeralda e che mostrava uno spasmodico impulso filantropico nei confronti dei miliardi arabi. Voglio qui ringraziarla. Un paio di giorni fa ho visto che a Domenica IN, non scalfita dalla presenza del gigante del nulla, Marco Columbro, ha abbandonato le sue stanche membra in un ballo (L a notte vola di Lorella Cuccarin...

Tracce di Arzachena

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Tracce della presentazione di C'era una volta la Rivoluzione ad Arzachena, nel link qui sotto, tramite LA Nuova Sardegna. http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/03/22/news/pace-presenta-il-nuovo-romanzo-1.8904019 Da come si guarda e da dove. A un tempo l'uno, a un tempo l'altro. Eppure, sempre lo stesso, per essere, in fondo, dissimile, diseguale. Non che ci sia molto da inventare.

Video di "C'era una volta la Rivoluzione"

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Su Youtube ho caricato un video con una musica da me registrata e suonata per evocare alcune sensazioni del mio secondo romanzo, C'era una volta la Rivoluzione , Roma, Cultura e dintorni, 2013. Invece di puntare sull'effetto, sul pretesto del Giallo o del Noir, ho preferito, senza raccontare la trama, spiegare il senso del libro. Niente pubblicità, solo sincerità. Di sotto trovate il link. http://www.youtube.com/watch?v=W0xXofyZkjA

Quel mio vecchio vizio...

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Dolce perdizione, avanzi nella sera, stivali neri sulla banchina, trascinami ancora laggiù, dove tutto è perduto e più bello. Ansia e allucinato segmento di gioia. E’ sera e tutto quel mare è un cappio e blasfemia il perdono. Larissa, il tuo autoerotismo, il nostro errore. Dolce perdizione, salvami ancora. coming soon