Post

I primi due/tre minuti

Immagine
EST.giorno prateria Fucile in primo piano, caricato per sparare. Pistola in primo piano, il grilletto che viene alzato. Altro fucile caricato in primo piano. Altra pistola, questa volta estratta dal cinturone. Sette/otto primi piani su armi da fuoco pronte a regalare piombo. Cominciano i titoli di testa. Una diligenza ferma, i sei viaggiatori a terra con le mani alzate. Tre uomini e tre donne atterriti, tremanti, le fronti aggrottate. Il postiglione e il suo compagno  sono immobili, sudati e impolverati. Uno tiene le briglie, l'altro il fucile. Sono molto nervosi, uno si morde le labbra, l'altro butta più volte lo sguardo al suo fucile poi sbarra gli occhi, scuote appena il capo, abbassa il fucile, poi lo lascia cadere a terra. I sei passeggeri con le mani alzate: ben vestiti, abiti cittadini. C'è una donna robusta, fra loro, con i boccoli biondi che respira affannosamente. La macchina da presa si sposta indietro e lasc...

La profonda superficialità di Andrea Scanzi

Immagine
Ho letto ora un post di Andrea Scanzi, credo dettato dagli orrori che la cronaca riporta in relazione all'omicidio di Alatri. Sono rimasto perplesso da tanta superficialità spacciata per profondità. Lo riporto di seguito, poi lo commento. Non so esattamente quando sia successo. Forse quando ho finalmente avuto il mio primo cane, forse quando ho imparato ad andare a cavallo e mi sentivo libero, fossero i boschi di Cortona o la Camargue. Forse quando sono diventato vegetariano, forse quando ho visto certi sguardi umanissimi di non umani. Non so quando, e probabilmente neanche lo avrei voluto. Ma è successo: provo sempre più empatia per il mondo animale e sempre meno per la specie umana. E' una razza che troppo s pesso mi fa semplicemente schifo. Conosco persone straordinarie, ne incontro ogni giorno nel mio continuo viaggiare. Solo che questa bellezza umana è sempre più sotterrata e calpestata dalla viltà: dall'ignoranza, dalla violenza. Dalla più smodata, e crassa, d...

Siamo tutti uguali

Immagine
Non per contendersi cibo né per istinto, come le bestie. No, gli uomini, proprio perché esseri razionali, quando danno libero sfogo alla violenza lo fanno in nome di nobilissimi ideali, di struggenti motivazioni. Le urla, il sangue e le botte in quella piazza, vicino alla bara di zio Ferruccio, erano l’ennesima riprova di quanto grande fosse l’animo della razza umana. Bellissimi a vedersi, quei bipedi implumi: così diversi per cultura, colore, orientamento politico e religioso, eppure miracolosamente tutti uguali nella brutalità della battaglia ("L'uomo che lottava con i cani"). 

"L'uomo che lottava con i cani": recensione

Immagine
Dalla pagina culturale della "Nuova Sardegna", 3 ottobre.

Il peccato e l'oblio

Immagine
Il peccato vero, quello più grande, inespiabile, è uno: il passato. Ma non per chissà quale motivo. Semplicemente perché è stato. Io lo odio con tutto me stesso. Vorrei dimenticarlo per sempre, sì, anche nelle sue bellezze, anche nei suoi momenti meravigliosi e vivere in un eterno presente privo di routine e abitudini. Lo odio perché mi fa cadere nel tempo, mi fa sentire l'illimitato potere dell'eternità, lo sconvolgente silenzio dell'infinito. Non è il movimento, come mi ero convinto ingenuamente, a evocare l'idea della vita. Ma è il movimento stesso che, proprio mentre celebra nuova vita, trasforma, corrode, corrompe e porta inevitabilmente anche morte. E io continuo a non volerlo accettare. Dimenticare tutto sarebbe terribilmente bello. Dimenticarlo senza dolore, senza consapevolezza. Forse sbaglio, forse è solo un momento di malinconia innescato da fotografie che mostrano quanto i corpi, nel tempo, mutino, si corrompano. Forse passerà anche que...

"Il mondo creato" di Franco Ferrucci: da riscoprire

Immagine
Straniamento come diottria privilegiata attraverso la quale osservare la realtà e la natura dell'uomo. Innumerevoli gli antecedenti, indubbiamente, da Rabelais a Swift, da Pulci ad Ariosto, ma non sono in molti a poter vantare una tale ottica privilegiata quale quella di Dio, protagonista, nonché io narrante, di uno  dei romanzi più originali e struggenti (e poco ricordati) degli ultimi quarant'anni:  Il mondo creato , di Franco Ferrucci, anno domini 1986. Capolavoro profetico, quello dello scrittore toscano , innervato del medesimo pessimismo storico dello sciasciano  Il cavaliere e la morte , dato alle stampe nel 1989. La conformistica nostalgia degli anni Ottanta non ha finora portato a una rilettura costante e, si passi il termine, necessaria alla divulgazione di quelle esperienze letteraria atte a divenire filtro pronto a sondare l'indecifrabile e il caos dell'ultimo decennio; forse proprio perché non particolarmente attrattiva per il mercato, quel mercato che ...

Soffia un vento di tempesta...

Immagine
Mi ero promesso di smettere. Non ci sono riuscito. Avrei dovuto cambiare rotta: lettere dalla luna, avevo promesso. Distacco, disincanto, ironia accennata, garbato anticonformismo: ho fallito, come al solito. Pinocchio e Arlecchino si sono risvegliati, ruggiscono come tanti anni addietro ed io non riesco ad essere niente di diverso da me stesso. Un po' disturbato, certo; ma sempre inabile a genuflettermi alle convenzioni. A volte stupidamente ingenuo, lo confesso; ma incapace di aderire al contesto, di accettarne violenza e mediocrità. Pinocchio e Arlecchino si sono risvegliati: vuoi per la bancarotta degli ideali, vuoi per la perturbante contingenza. Ma un po', Paolina, è merito tuo. Qui a corte, mentre Bonconte Degli Esangui si muove spettrale, ingoiato dal suo pavido indugiare, io sono il giullare pazzo. Da questo devo partire e questo non posso dimenticare, anche se non mi piaccio. Tu, Paolina, mi hai mostrato ciò che mai potrò essere. Tu, così brava a scivola...