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"La ballata della regina senza testa" (primo capitolo)

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Più tardi, quando il loro dibattersi giunse alla fine, mentre il frate carezzava il viso di Martina con benevolenza, le sussurrò: – Mia cara, se avessi saputo che eri vergine avrei cercato di impiegarci un po’ di tempo in più. Martina, di rimando, voltandosi per il pudore che le imporporava le guance, sfiorando il polso del frate: – Se avessi saputo che avevate intenzione di impiegarci più tempo, mio caro amico, mi sarei anche spogliata.  "La ballata della regina senza testa", Condaghes, 2017.

Rêverie

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EST.TEATRO GIORNO Siamo all’esterno di un teatro. C’è una locandina in primo piano che si riferisce alle prove di una rappresentazione che ha anche a che fare col cinema. La ripresa si allarga per mettere a fuoco una pistola, poi il viso di un uomo dall’aria per niente rassicurante, con un cappello in testa ed un impermeabile scuro. L’inquadratura si allarga fino a mostrarci che non è solo, ma in compagnia di altri due malintenzionati come lui, armati di mitra. Sembrano dei gangster usciti dal "Padrino" o da "C’era una volta in America" Sono, in fondo, tre fantasmi del cinema del passato che ritornano per uccidere. L’uomo con la pistola è il capo, lo capiamo perchè con un cenno invita i suoi compagni a entrare. Tutti e tre varcano la soglia del teatro. INT.TEATRO GIORNO I tre killer camminano lentamente e si dirigono verso la platea. In platea non c’è pubblico, solo due persone sedute in prima fila. Possono essere il regista e il suo collaboratore, d...

In conflitto col sistema

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Se vuoi essere accettato dal contesto devi farti amare da questo. Devi sposarle, le sue liturgie; devi accoglierlo, il suo immaginario. O almeno una fetta assaggiala. Ognuno ha la sua porzione, la sua fetta nel grande circo, le sue bandierine, i suoi colori, i suoi santi e i suoi leaders. Loda una parte della torta, almeno, e farai parte dei convitati che si abbuffano, che al pranzo partecipano. Libertà o uguaglianza? Al mercato trovi la tua divisa. Stai di qua, dai, dai tristi santoni che combattono per il bene di tutte le genti, concreti, severi, morali, inclusivi, accoglienti, amanti della cultura, che si sentono bene quando su facebook risvegliano le coscienze pubblicando le foto di bambini denutriti. Oppure stai di là, dai, fra i cultori del cafo maior , col soldo compri tutto, fra feste, polverine incantate, allegria, ballerine, nani, ignoranza tronfia, che danno a tutto un prezzo, soprattutto alle emozioni. Altrimenti fatti spazio fra i buoni della rete, dai, quelli che ...

Hasta que llegó su hora: fuego y passion

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Prendi gli stereotipi del western classico: il vendicatore solitario, il killer senza scrupoli, la prostituta in cerca di redenzione, il bandito romantico, l'affarista smanioso di denaro. Falli muovere come burattini accompagnati dalle musiche eterne di Ennio Morricone. Inseriscili in sequenze che richiamano (magari rovesciandole) quelle di altri famosi western come Mezzogiorno di fuoco. Accompagna il tutto con le ossessioni personali e i temi più cari: l'innocenza perduta, il tempo, l'infanzia, la nostalgia, il massacro di una famiglia, l'amicizia. Ecco che prende forma la danza di morte messa in scena da Sergio Leone: C'era una volta il West . Tra malinconia, ironia, poesia. Il titolo spagnolo è, sebbene molto diverso, assai evocativo, quasi quanto l'originale. Hasta que llegó su hora . Perché lo ricordo ora? Ovvio, perché sto scrivendo un western...

Lettera di Topo Gigio a Luigi di Maio

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Caro Luigi, amico d'infanzia con il quale ho condiviso letture di Topolino e numerose chiacchierate di fronte al caminetto della nonna sull'onestà, ti scrivo. Ti scrivo perché ci sono rimasto un po' male - quasi mi sono offeso - quando hai detto che i riferimenti politici tuoi e del Movimento Cinquestelle sono Berlinguer, Almirante e la Democrazia Cristiana. Mi aspettavo che facessi anche il mio nome, anche perché quando succhiavi il tuo pollice, bambino già prodigioso, ascoltavi con tanta, ma davvero tanta, attenzione le favolette che raccontavo ai bambini. Ed io, un po' più grande di te, ero per la tua fervida fantasia - sono parole tue - il faro illuminante. Mi dicevi che ero il tuo fratello maggiore e che a me ti saresti ispirato in futuro. Ricordi che volevi diventare il Topino di Maio e comporre insieme a me un fantastico duo che avrebbe tanto coccolato le menti dei bimbi con le nostre storielle? Caro Luigi, mio amico e irriconoscente allievo, ora che sei...

Dalla Toscana con amore

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Io un po' Pinocchio lo sono sempre stato. Magari anche senza volerlo e senza rendermene conto. Dalla Toscana arriva ora un bastimento carico di novità.  Dalla terra di Pinocchio a uno dei tanti nipotini di Pinocchio.  Bello, no? Sì, certo, in Toscana non c'è solo Collodi. Lo so: Firenze, Certaldo, eccetera eccetera. Però a me piace pensare che sia la favola a muovere il vento che porta verso me questo bastimento carico di novità, con leggerezza, in punta di piedi. E con tanto, ma davvero tanto, amore...

Gli italiani visti da lontano

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Ecco i punti chiave di una relazione dell'ispettorato dell'immigrazione, anno 1919; luogo: Stati Uniti. Non è sul facile binomio "chi di spada ferisce, di spada perisce" sul quale voglio soffermarmi. Non sull'ironia (tragica) della sorte. Su altro. Divago, come al solito, con la consapevolezza di non aver capito granché sull'esistenza.  Il mio bisnonno emigrò in Australia in cerca di fortuna. Sono, dunque, anch'io migrante; nel sangue, come lo siamo tutti. Rileggendo queste righe offensive con attenzione, però, mi accorgo che c'è del vero: gli italiani di allora erano certamente più bassi e più scuri degli yankee (migranti a loro volta, dopo aver massacrato gli autotoctoni), spesso erano poco puliti perché versavano in miseria e, a volte, si associavano per delinquere (e per proteggersi). Si sprecano le vicende sulle imprese criminali dei mafiosi italiani. Sebbene qualcosa di vero non manchi, ciò non toglie che il documento non mi pia...