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Strade da Far West: Olbia- Arzachena- Santa Teresa

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La gestione dello spazio e il rapporto con il territorio nel quale si vive sono indicativi sia del livello culturale degli uomini che si trovano nello stesso sia di quale immaginario orienti il loro cammino esistenziale. Se si pensa alla viabilità interna della Sardegna, difficilmente il turista non potrà che sorridere, guardare con ammirazione gli autoctoni che si arrabattano per tortuose mulattiere e serpeggianti, sognare. Perché sognare? Perché le strade della Sardegna rievocano il Far West e gli appassionati di cinema possono godere la sensazione di essere nel celebre Ombre rosse quando si trovano, per caso, su qualche pullman o in Quel treno per Yuma quando si imbattono in una stazione, epifania barbarica del dispregio della modernità. Ma a te, turista, che vieni nel Nord Sardegna vorrei far conoscere, apprezzare, amare, la strada che collega Olbia a Santa Teresa (sì, quella della Costa Smeralda, che attraversa Arzachena e poi arriva a Palau). Nei tuoi occhi, allora, pren...

Silenzio

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  Si tratta del silenzio di chi non sa con chi parlare. Uno di quelli che non hanno la forza - e per pudore e in nome di un'autenticità da preservare sempre, ad ogni costo - di trovare la strada per esprimere un bisogno che nasce con te, sboccia sin dalla primissima infanzia, ti accompagna, ti cerca anche se tu non vuoi. Potrebbe sembrare snobismo, ma no, non lo è. Non è altro, il tuo silenzio, che un grido lacerante, ma che suona muto per via di quel parlare, parlare e parlare di tutti su tutto; a causa di corazzati signori del trionfo, lontani dal mondo, dalle inquietudini che serpeggiano per le vie, fra i banchi di scuola, nelle periferie delle città, nei porti annegati dall'indifferenza. La tua sensibilità. Sei sicuro che serva a qualcosa? Pensi che la agogni qualcuno? Specie se non segue i percorsi tracciati?  Si vende tutto, ogni cosa si può comprare. Il denaro fa miracoli, smacchia le coscienze. Oppure le allontana da quella voglia di giocare, limpida, che non riesce ad...

La vittima dominante: Gadda e l'epifania del disarmonico

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La Santa Inquisizione del politicamente corretto

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  La Santa Inquisizione del politicamente corretto si prepara a rieducare tutti noi. Onusti di gloria, i novi homines non perdono occasione di costruire una forma nella quale i più deboli sono tutelati. Apparentemente qualsiasi minoranza ha schiere di difensori che morirebbero per rendere la vetrina sociale presentabile, garbata, pulita. Tutto meraviglioso, insomma: una società che non tuteli i deboli e le minoranze è malata nelle sue radici. Lo penso da sempre, oggi ancor più di ieri. Ma c'è qualcosa che non torna. Non abbiamo fatto i conti con il Dio Mercato. Oppure, improvvisamente, sì è fatto da parte? E se addirittura fosse diventato sensibile? Non dico buono - non è possibile - ma se si fosse scoperto meno bestiale? E invece no: il grande regista delle umane miserie non è cambiato. Si è solo raffinato. Ecco allora nei film, nei libri, in ogni 'manifestazione artistica' la sua mano. Il suo pugno di ferro. Ecco, allora, le solite macchiette, nei libri come al cinema, le...

Il mio Natale in zona rossa

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  Sono solo, qui, su questa collina innevata. Ho lasciato mia moglie con i miei figli e la mia amante con il mio gatto Trippy. Prima di partire sono andato a salutare i coniugi Perotti, a Bergamo. Non li conoscevo, ma subito ci siamo trovati bene, per via dei molti interessi in comune che abbiamo scoperto di avere: ci piace dormire su un tavolo da biliardo, leggere libri di Pilates per conciliare il sonno, non insultare il prossimo. Ora ripenso a loro, Armando e Dina, così sornioni e piacevoli, mentre passeggio nel cortile innevato, di fronte alla mia casa. E ripenso anche ad Amalia, alle sue labbra vermiglie, alla bolsa sensualità che accende la sua risata gorgogliante di decadenti suggestioni. Quanti post scrivi su facebook, Amalia mia. Come mi sento inferiore a te. Tu ci sei sempre: ogni giorno, ogni ora, quasi ogni minuto. Io un paio di volte al mese. Come siamo diversi, Amalia mia. Ma quanto ci vogliamo bene, quando siamo lontani. Questa solitudine forzata, in pieno e totale c...

Ciao Mary

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Una sorta di stupore infantile, un'ombra di spaesamento talvolta sembrava attraversare il tuo sguardo. Sorridevi spesso, Mary, eri sempre cortese e gentile. Amavi l'eleganza e la bellezza; la poesia e i colori. Le collane che ti inventavi avevano quel garbo dolce che sempre ti accompagnava quando mi chiedevi come stai, quando esce il tuo nuovo libro, che cosa fanno i bambini. Ieri quando ho saputo che cosa ti è successo, credimi, ho sentito il dolore di non poterti vedere più. Così giovane, così bella, così elegante... Sappi, però, che in tanti quaggiù ti abbiamo voluto bene perché tu sapevi farti volere bene. Penso che è per i bambini e per i puri di cuore come te, per gli autentici e gli innocenti che abbia ancora senso scrivere. Ciao Mary...

Scuola: nostra Signora delle slides, proteggili tu

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Nostra signora delle slides, proteggili tu quei poveri 'docenti' che di fronte alla frenesia del vivere dei loro studenti leggono diapositive con mistico slancio. Nostra signora delle slides, proteggili tu: che non ci sia mai un pc che si impalli... che la corrente elettrica non salti. Nostra signora delle slides, amali tu quei disgraziati che fra i flutti si arrabattano per non annegare nelle terzine dantesche, fra le ottave ariostesche, negli arcaismi sallustiani, fra le antifrasi pariniane e che nella diapositiva hanno il salvagente che a riva li porterà. Nostra signora delle slides, benedicili tu quelli che dicono che utilizzano le diapositive per aiutare i ragazzi e concedi loro amabil riso e vezzeggiali. Di tanta nobiltà può colorarsi l'ipocrisia che le porte del paradiso si schiuderanno per accogliere questi burocrati affaccendati. Nostra signora delle slides, coccolali tu, liberali dai maligni pettegoli, da qualsiasi desiderio di autoironia o, peggio, autocoscenza. ...