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Potere e bellezza della mediocrità

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  Lei s'aggira deretaneggiando, tronfia della sua ignoranza. Poi, protruse le labbra, s'abbandona ad un selfie, di fronte allo specchio del primo bagno a disposizione. Infine, risucchiata dallo smartphone langue per vezzo e i bei sudori infiammano il suo volto e lo sguardo si colora di intelligenza bovina. Noi ti amiamo così, beoti e beati; ci piace pascerci del tuo sessappiglio da tik tok. Dai, sorridi, pubblica un'altra tua foto sui social. Noi ti amiamo così, tarantolata in discoteca, accecata dai tuoi aperitivi, mentre spezzi il fiato a ognuno con i tuoi luoghi comuni. Noi ti amiamo così, ebbra di pettegolezzo e del dubbio nemica. Ci piace quando su facebook posti notizie luttuose di morti improvvise e ti scagli contro i vaccini perché sei libera e vuoi denunciare complotti a te sola noti e noi, invece, siamo tanto stupidi, troppo sciocchi e forse tu lo sai. Ci emoziona quando ti fai alfiere del pensiero critico e della disobbedienza civile. Ci eccita quando non capisci...

Taglio quasi certo della Carta del docente

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  Goda il popolo italiano, sempre più gloriosi saranno gli orizzonti che le mani del Governo disegneranno per lui. Insistenti si fanno, infatti, le voci sul taglio della vile Carta del docente: circa 75/80 euro in meno, questa è la previsione. Con eroico coraggio l'armata del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la cui bocca è, grazie al miele delle sue parole, donatrice d'oblio, si prepara a colpire, ferire, umiliare l'insulsa pretesa dei docenti di utilizzare la succitata Carta per acquistare libri, per corsi di formazione, per assistere a spettacoli teatrali o cinematografici. Oh, che inutile spesa, questa, per i valorosi discendenti della latina stirpe! Come non gioire per le gesta dei figli della lupa che, con sdegno ammirevole, ancora una volta colpiscono la Scuola Pubblica, inutile sentina di sperperi, indegna cloaca di donne e uomini alla velleitaria ricerca di quel pensiero critico che al popolo italiano né serve né gioverà mai. E infatti questo è sazio e appag...

Precipitevolissimevolmente

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Precipitevolissimevolmente: è questo, forse, il ritmo che ci accompagna quando osserviamo la realtà? Così, per economia e fretta, abbocchiamo all'amo delle standardizzazioni e dell'omologazione che questi tempi barbari si portano appresso. Eppure la saggezza del Cappellaio Matto mi fa riflettere, m'invita alla fantasia e al culto della diversità. Signori miei, la mediocrità trionfa. Che cosa devo insegnare ai miei figli? Ad avere coraggio, ad evitare le trappole delle mode, la rete delle convenzioni, la funebre irriducibilità del conformismo. Eppure, dietro questo accorato inno alla libertà si cela l'amarezza perché non posso tacere che, da sempre, in ogni tempo e società, la tendenza è quella a guardare con sospetto chi segue traiettorie lontane dal gregge o dal senso comune. Quindi dovrei insegnare il coraggio e la forza di mantenere i nervi saldi per rimanere a galla quando si va controcorrente.  Ma chi sono io per ergermi quale insegnante o Maestro di tutto ciò? Nel...

Concessioni balneari in Costa Smeralda: bellezza e poesia

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  C'è una bellezza alla quale non riesco a dare gli abiti di parole adeguati per farla risaltare. Mi riferisco alle spiagge della Costa Smeralda rese suggestive dalla dolce invasione delle concessioni. C'è stato un tempo non lontano - ero bambino e poi ragazzo - in cui potevi scegliere tu in quale punto della spiaggia stendere l'asciugamano. Ora, per fortuna, quella sensazione di selvaggia libertà è stata sostituita da sdraio, ombrelloni e tavolini di hotel e alberghi di lusso e non rimane che uno spicchio di terra per il temerario autoctono che voglia provare a passare un paio d'ore al mare, magari per portare i figli, proprio come faccio io. Si vivono emozioni intense e struggenti a condividere lo spazio vitale proprio in quel sopraccitato spicchio. Ti rilassi, sogni, contempli lo strapotere delle concessioni e ti chiedi quando arriverà il momento in cui ti verrà proibito anche di farti il bagno. Le spiagge del Pevero, di Capriccioli, della Celvia e via discorrendo co...

Strane strade stravagantissime

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 Strane strade stravagantissime ci portano lontano dai sentieri consigliati. Lei lo sa, il nostro estro s'impiglia in qualche periferia poco illuminata dal soffocante buon senso della medietà. Eppure, ci muoviamo come bambini o come ubriachi spinti dalla nostalgia di non si sa bene che cosa. Ma non abbiamo nulla da insegnare a nessuno, meglio non dimenticarlo mai. Lei danza, occhi semichiusi, e non pensa che, in fondo, io non so dove andare.  In lontananza, due donne attempate passeggiano con i cani vestiti. Mi avvicino a loro e chiedo i nomi delle bestioline. Una è Persefone, l'altro Macchia. - Ma... con questo caldo, con questa afa - suggerisco loro - non sarebbe il caso di togliere i vestiti ai cani, hanno già il loro pelo a soffocarli. La mia amica, intanto, al suo danzare unisce un canto che sa di lamento di qualche cosa di perduto e dolce. E forse una lacrima, dalle ciglia, fugge verso il basso. - Ma lei chi è? - chiede intanto una delle due signore, quella con un p...

Cinghiali irrompono nella piazzetta di Porto Cervo e aggrediscono i passanti

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  Una dozzina di cinghiali dagli occhi fiammeggianti ha fatto irruzione nella piazzetta di Porto Cervo e ha aggredito gli ignari passanti, intenti a farsi selfie e a esibire gli abiti firmati. La carica dei cinghiali I grugniti e i brontolii gutturali delle bestie si sono così uniti, in un dissonante coro, alle urla umane e io, che ero lì cercando di corteggiare Luisella Tomi, la mia amica di sempre, ho assistito ad una scena degna dei più sconvolgenti film horror. Vetrine sventrate dalla furia cieca dei quadrupedi; vetri che zampillano insanguinati al tramonto; borse di Louis Vuitton masticate e maciullate; abiti di Prada, Chanel, Gucci oltraggiati dalla belluina ferocia. Gente che scappa, di qua, di là. Ragazzi che si buttano in acqua. Il polpaccio tatuato di un malinconico culturista ridotto a brandelli. Una donna in ginocchio si sente turbata: ora non è più lei al centro dell'attenzione, ma quelle irsute bestiacce senza nessuna eleganza. Un uomo chiede che qualcuno fermi e ucci...

Trappola per topi di Aghata Christie va in scena ad Olbia

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  Si è subito avvinti dal  sapore innegabilmente retrò della scenografia di Trappola per topi ,   riadattamento ad opera di Liliana Molina, tratto dal genio di Agatha Christie, andato in scena ad Olbia il 3 luglio alle 21, in via Basilicata 24/26. Ancora di più tale fascinazione acquista un valore simbolico in una città che non ha ancora un vero e proprio teatro e che sembra smarrire la sua vocazione di voler essere città a tutti gli effetti proprio perché irrisolto risulta essere il suo rapporto con la cultura. Il palco, prima che prenda vita Cartello della pensione disegnato da Laura Asara e da Sofia Pace Liliana Molina riesce nell'intento di trasfondere passione e impegno in un riadattamento che si muove in sagace equilibrio fra libertà e fedeltà al testo. La prima è anche figlia della necessità di dover mettere mano ai personaggi (e ingegnoso si rivela l'invenzione di Nakamuri e il modo con cui Giles, che nell'originale aveva un ruolo centrale, viene evocato e poi las...