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Mi dici che il tempo tornerà da noi

 Mi dici che il tempo tornerà da noi e io mi chiedo come: l'onda si spegne nel silenzio, può rinascere? E la casa, questa casa, mi sembra ancora più grande, immensa, angoli che gridano un passato invaso dall'acqua. E io non ho voce. E il paese è diventato una città sommersa dal mare e brillano le luci, là in fondo. Io cammino sul pontile, guardo, ricordo. Mi dici ancora che Pinocchio si è salvato e io ti credo. Ti ho sempre creduto. Ma muta è la notte e una ballerina, sola, danza e dona alla luna tutto il bene che si prova a dimenticare....

Quando il fumetto faceva paura: la censura contro Pantera bionda (1948-1950)

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 Dopo il ventennio di censura fascista e il termine della Seconda guerra Mondiale, l'Italia, devastata dalla miseria, e allo stesso tempo attraversata da una voglia prepotente di vivere, si deve scontrare con la nuova censura bigotta e perbenista che tendeva a reprimere il desiderio di libertà e qualsiasi critica al mondo borghese. La vicenda del fumetto Pantera Bionda - pubblicato nel 1948 dalla casa editrice A.R.C. di Pasquale Giurleo - non è semplicemente la cronaca di un successo editoriale effimero, ma rappresenta una vera e propria ferita aperta nel tessuto sociale dell’Italia del dopoguerra, un’esplosione di vitalità che andò a collidere frontalmente con la volontà di restaurazione di un intero Paese. In quella giungla di carta e china, creata dal segno di Ingam e dalla penna di Dalmasso, si materializzò una sorta di ritorno del rimosso: il corpo femminile tornava prepotentemente al centro della scena, ma come veicolo di desiderio, forza e autodeterminazione. Pantera Biond...

Ciao Renata, ti volevo bene...

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Non avrei mai voluto ricevere quella telefonata, oggi, una volta uscito da scuola. Non avrei voluto mai sapere che te ne sei andata. Non sai quanto, da bambino, ti ero affezionato e ti volevo bene. Ma sì, in fondo lo sai, lo hai sempre saputo. Nel mio ricordo mi sorridi sempre e poi ridi, scherzi, parli in siciliano con papà. Nel mio ricordo non te ne sei andata, sei là, da qualche parte nel mio passato, l'eterno mio presente.  Quelle estati... Ti ricordi quando guardavamo i mondiali seduti insieme, con il tepore che scivolava dalle stelle, sulle scale di mia nonna? Non sembra vero che si siano rincorsi più di trent'anni, da allora, anni assassini che mi hanno portato via tanto, troppo amore. Non te ne sei andata, sei ancora lì, mentre ridi con noi, mentre reciti con mio padre, mentre sei con Francesca, Michele e Gianfranco. Non potevo non scrivere di te. Ti voglio bene...

Analisi strutturalista di "Cocotte" di Guido Gozzano

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  I Ho rivisto il giardino, il giardinetto contiguo, le palme del viale, la cancellata rozza dalla quale mi protese la mano ed il confetto… II «Piccolino, che fai solo soletto?» «Sto giocando al Diluvio Universale.» Accennai gli stromenti, le bizzarre cose che modellavo nella sabbia, ed ella si chinò come chi abbia fretta d’un bacio e fretta di ritrarre la bocca, e mi baciò di tra le sbarre come si bacia un uccellino in gabbia. Sempre ch’io viva rivedrò l’incanto di quel suo volto tra le sbarre quadre! La nuca mi serrò con mani ladre; ed io stupivo di vedermi accanto al viso, quella bocca tanto, tanto diversa dalla bocca di mia Madre! «Piccolino, ti piaccio che mi guardi? Sei qui pei bagni? Ed affittate là?» «Sì… vedi la mia Mamma e il mio Papà?» Subito mi lasciò, con negli sguardi un vano sogno (ricordai più tardi) un vano sogno di maternità… «Una cocotte!…» «Che vuol dire, mammina?» «Vuol dire una cattiva signorina: non bisogna parlare alla vicina!» Co–co–tte… La strana voce pari...

Mia nonna e il pugile nigeriano Ayo Ndubuisi

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  Mia nonna ha novantacinque anni compiuti. Da qualche mese è diventata amica e confidente del ventisettenne pugile nigeriano Ayo Ndubuisi. Insieme siedono sul divano dopo un allenamento di lui, godono il crepitio del fuoco e discorrono amabilmente di politica e di religione, di dermatite atopica e dell'artificio della regressione nel Verga verista. Ayo ascolta rapito i discorsi di mia nonna: la saggezza degli anziani è sempre miele per il cuore di chi ha l'animo nobile e gentile. E mia nonna, a sua volta, apprezza lo spirito di sacrificio del pugile, i suoi allenamenti all'alba, le corse in periferia. Quel lambire i campi e sedurre la fatica con il sogno sono un balsamo che anestetizza ansie e timori. Ogni tanto le loro parole scivolano, in una soffio d'amarezza, sul comportamento del nipote della donna: un bravo ragazzo - sì, certo, non si è mai sballato - però potrebbe fare di meglio. Refrattario a lasciarsi incasellare in qualsiasi etichetta, totalmente indifferente...

"Raccontami i tuoi sogni": gli studenti presentano il primo appuntamento della Rassegna Letteraria del Liceo Scientifico

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Occhi accesi di vita, sorrisi imbevuti di giovinezza, futuro da accarezzare: lascio a loro, ai ragazzi, la parola per presentare il primo appuntamento della Rassegna letteraria del Liceo Scientifico "L. Mossa" (in collaborazione con Federica Catasta e la sua associazione Suentu Lab). Saranno gli studenti, infatti, i veri protagonisti dell'evento insieme al bravo scrittore Alessandro De Roma, che ci onora con la sua presenza e che ringrazio. Ecco le testimonianze degli alunni della VB, subito dopo la foto che li ritrae insieme. Partendo da sinistra e andando verso destra: Alice Careddu, Andrea Carta, Cristiano Corrias, Giacomo Cudoni, Paolo Moretti, Hilary Ponzo. Alice Careddu : Gli interessava solo avere un po’ d’aria da respirare dentro le pagine delle sue letture e godersi quelle liberatorie rievocazioni nostalgiche […] Tutto purché non si trattasse della vita : così lo scrittore Alessandro De Roma offre la propria visione della lettura, un tesoro inestimabile offertoci...

Otto Rank e il doppio: Plauto, Shelley, Stevenson a confronto

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Otto Rank sul tema del doppio (o Doppelgänger ) ha scritto un saggio fondamentale del 1914. Questi analizza il motivo del doppio come un'entità che ha subito una profonda evoluzione storica e psicologica, partendo dalla sua origine. Nelle prime fasi mitologiche e culturali, il doppio è spesso visto come un'entità protettiva, una sorta di angelo custode o l'anima che continua a vivere dopo la morte. Rank rintraccia questa concezione arcaica in figure come il sosia o il riflesso, in cui la perdita del proprio doppio (ad esempio, l'ombra o il riflesso in uno specchio) era temuta perché significava la perdita dell'anima e l'anticipazione della morte. Il doppio, in questa fase, è il primo nemico dell'Io che, nonostante l'intento protettivo, segnala la finitezza. Con il passare del tempo e l'emergere di una maggiore consapevolezza dell'Io individuale, la figura del doppio subisce una trasformazione patologica nel Romanticismo e nella letteratura succes...