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Confessione

Mi hai detto che con l'autunno rivedremo il nostro viale alberato che sbocca sul mare e che parleremo, mentre mille foglie gialle danzano intorno a noi, di tutto quel che ho dimenticato. E mi assale il perduto, come sempre. Vent'anni. Ecco quanto è passato. La prima volta... Ingordigia mitologica di innocenza, di passione, Poi la Storia, quella che ti stupra l'infanzia, quella vera, senza ironia, quella che dice no all'immortalità, quella che mi vede agguerrito alfiere di coraggiosa non consapevolezza e bambinesca. Mi offri da bere? Ti ricordi quella signora che scriveva lettere a suo figlio partito chissà dove e con chissà chi? Non bisogna mai dimenticare che partire significa in qualche modo ritornare. Ma dall'altra parte, dal verso opposto. Eppoi i colpi di coda, che foga, che folla, stai per diventare invidiato, sei bravo, sei un passo avanti. Ti ricordi? Peccato, dicevi, ancora quell'anticonformismo. E nel 2004 la libertà. Occhi negli occhi e negli ...

Prefazione a "Colte Idiozie"

Portatemi un circo e vi dirò che cosa potreste essere. Nella gabbia dei leoni, fra tigri assonnate e l'esuberanza di elefanti, fra pagliacci esagitati e scosciate trapeziste voilà , il miracolo è fatto. Tra le lame di coltelli dell'allegro lanciatore, fra le lacrime di coccodrilli in passerella - e la musica a rimbombare e l'applauso all'imbonitore - ecco a voi lo specchio che rovescia su di noi lo sguardo ritornato per, se non proprio a capire, provare a indovinare dove arriveremo. Tra saltimbanchi e parvenue le colte idiozie trovano spesso luogo e ci danno la misura non tanto di che cosa manchi, ma di quale immaginario si affacci dietro la coltre di gaffes , sproloqui e puro nonsense. Niente retorica, insomma, né moralismo da pseudointellettuale sdegnato: le 'perle' qui raccolte sono il frutto di anni di esami e interrogazioni nell'ambito umanistico, in special modo in quello letterario. Gli autori, che sentitamente ringrazio, sono studenti di lic...

Recensione 'metafisica' di C'era una volta la Rivoluzione

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Risale a qualche mese fa.

"Colte idiozie"

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Colte idiozie  è un vaso di Pandora: una volta scoperchiatolo si verrà assaliti da un esercito di strafalcioni e castronerie maturate nello studio delle discipline umanistiche nei Licei e all’Università. Per alcuni Dante scrisse  I promessi sposi , per altri Ariosto fu l’autore dell’ Orlando curioso , per altri ancora il futuro di bere è beverò: un fuoco di fila di stravolgimenti che assale e lascia senza fiato. Se per il troppo ridere o per lo sconcerto, questo è un altro problema e dipende dalla prospettiva di chi legge. E se in questa Italietta da quattro soldi e alla deriva pensate che ormai nulla vi stupirà, probabilmente vi ricrederete!

Il barocco turpe del reale

All'epifania del disarmonico in costante esibizione sul proscenio della vita, non mi posso abituare. Però a quest'irruzione acentrica e persistente della follia che domina la corsa degli uomini, a volte, devo dire grazie. Se non ci fosse questo barocco fenomenico, se non ritornasse la perdita di armonia del tutto non cercherei di recuperare armonia, bellezza e senso nell'arte, che sia cinema o letteratura. Non un grande pensiero, no, poco in linea con anticonformismo (che non paga), ma si sa. Ogni tanto, Ferragosto incombe, ci si prende una vacanza e persino la vindice intellettuale e integerrima, politicamente impegnata, che sparge su fb il suo terrificante integralismo, nonché le frotte unte, abbrustolite, sudate di uomini e donne che si affaticano verso il mare, persino questo orrore, etico nel primo caso, estetico nel secondo, confrormista in entrambi, riesce ad essere, se non gradevole, non spiacevole.

Ciao luglio

Sai, quando luglio finisce - come questa sera, la musica che viene dalla finestra aperta, un'idea di incanto - mi viene da pensare ad altre estati, tanti anni fa, di giovinezze accese, di infanzie trasognate... E tutto ritorna, proprio perché perduto per sempre (questo devo averlo già scritto in qualche romanzo). Il pianoforte, ora, insegue note a me care. Mi piacciono le streghe o le fate? Ti ricordi Pinocchio, il suo essere ribelle, la sua corsa, il gatto e la volpe, Mangiafuoco? Forse l'insonnia, anche stanotte, mi avrà, ma sarà bello lo stesso. Ciao luglio, così come sei, sbagliato, sbandato, senza senso, bello come sai, innocente, violento, dolcissimo.

Recensione di "Io della vita non so nulla" di Francesco Pala

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Giova richiamare le fascinose e penetranti riflessioni di Dominique Fernandez per introdurre Io della vita non so nulla , di Francesco Pala, Booksprint Edizioni, 2014. Il Sud del mondo attraversa ancora la fase coloniale: storicamente sottomesso e sfruttato dalle potenze del Nord dà vita ad un immaginario ferocemente influenzato da tale condizione. La Letteratura da esso prodotta è, secondo Fernandez, superiore perché maggiore è la necessità di risolvere ed esorcizzare le angosce con le quali si confronta. Sardegna, dunque, isola di nessuno, altrove mitico nel quale proiettare mostri e indagare il senso: Sud del mondo, certo, in piena fase coloniale (Alessandro Carrera nel 2001, analizzando le isole di Satta e Tomasi di Lampedusa, definiva questa letteratura post coloniale). Ma non solo. Altrove nell'Altrove, perché Giaime è scappato dalla casa di riposo "Cristo felice" e nessuno sa che cosa gli sia capitato. Il romanzo di Francesco Pala è la voce dei compagni d...