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Avventura nel centro storico di Arzachena: tra vitalismo e sogno

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 Non si sa mai quello che può capitarti quando passeggi nel centro storico di Arzachena. In un pomeriggio come tanti, qualche giorno fa, mi muovevo intorno alle 19 in piazza Risorgimento, cercando di farmi largo tra la folla. Intorno a me, infatti, un via vai continuo di arzachenesi di tutte le età: bambini vocianti, persi nella morsa febbrile della frenesia del gioco; adolescenti e ragazzi appassionati, occhi negli occhi a giurarsi amore eterno, oppure a benedire parole leggere atte a disegnare traiettorie utopiche su come cambiare il mondo; adulti in pieno fermento di idee, immersi in discussioni stimolanti; anziani a passeggio che rammemorano placidi i giorni perduti dell'età più bella. Rimango un po' sorpreso, a dire il vero. Per fortuna mi soccorre Luciana, una mia vecchia amica d'infanzia che s'avvicina offrendomi il suo sorriso, e mi spiega che tanta vitalità il centro storico la vive grazie alla lungimiranza di scelte strategiche, prima fra tutte quella di ripor...

Caratteristiche generali dell'Umanesimo

  Con la Seconda metà del Trecento si diffonde in Italia una nuova sensibilità che pone l'uomo quale misura di tutte le cose e si differenzia dalla visione teocentrica del Medioevo, sulla scorta della riscoperta dei classici, e che perdurerà per tutto il secolo successivo. Tale nuovo modo di vedere il mondo è detto Umanesimo e rivoluziona l'immaginario: la dimensione antropocentrica, infatti, riscopre nell'uomo la volontà di essere artefice del proprio destino e di porre il concetto di libero arbitrio al centro dell'esistenza. Per essere felici, insomma, bisogna impegnarsi e lottare in prima persona contro le avversità. La sfida alla fortuna - intesa come forza imponderabile alla quale ci si dive opporre per potersi realizzare - è tipica della dimensione umanista e il rapporto con essa occupa un ruolo centrale nella letteratura (si pensi al Decamerone ). Di conseguenza anche il piacere non è più figlio del demonio, ma dono di Dio e di questo si deve godere senza sensi...

Dove vanno le ragazze

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  Dove va quella ragazza che aspetta il treno? Non suona la chitarra che è al suo fianco e chissà se esiste davvero quel ragazzo che vorrebbe vedere più in là. Lo immagina perché sa che non è facile trovare nella realtà quello che si desidera? E se alla stazione sei sola, al tramonto, con una valigia in mano con quale stato d'animo ti abbandoni ai ricordi? Cerchi qualcuno? Altre strade, altre città, altre case sono nei tuoi pensieri. Chissà se sai quel che perdi... chissà se troverai quel che cerchi... E quella ragazza che il treno lo insegue dove vorrebbe arrivare? Sogna un altro luogo in cui smemorarsi? Fugge da un compagno che non le sorride o che dimentica che cosa vuol dire essere stati bambini? Oppure scappa da un uomo che la opprime, la soffoca, la ingabbia e le dice ti amo? C'è quella pioggia che ti piaceva tanto quando cantavi innamorata del tuo avvenire. E tu vai, senza carcerieri, senza ruoli da dover rispettare. Sei venuta al mondo per sorridere alla vita, non per e...

Voluttà burocratiche

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 Voluttà burocratiche equipollenti labbra disiose di criticità la cui analisi battezzerà digitali orizzonti rivoluzionari. Un nuovo dipartimento anelito di piaceri sazierà le tue ore buche di rimpianti. E una sottocommissione si riunirà e rifletterà sulla straula imbianchita, sulla begonia nello streato. Ebbra alfin suggerai umori da decreti spasmi da pettegolezzi  femminei. E trapassò la giovinezza col sigillo della ceralacca. Lussuria e burocrazia , Antoin Bergòn de Las Plassas, 2023, olio su tela.

L'Orlando furioso e la fuga dall'angoscia

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  Non è difficile rintracciare una sostanziale linea di continuità tra l'ironia boccacciana e quella ariostesca: Francesco De Sanctis l'aveva individuata con chiarezza, ma in chiave negativa. L'esperienza poetica di Ariosto, insomma, secondo la prospettiva desanctiana, rappresenterebbe una sorta di principio di dissoluzione della coscienza morale italiana. Non viene colta, così, la straordinaria e rivoluzionaria portata laica della spregiudicata ironia ariostesca, mirante a dissolvere qualsiasi tentativo di costruire, e venerare, verità assolute. In questa lucida coscienza del limite, che anticipa quella che sarà la temperie illuministica, non può non trovare spazio una riflessione esistenzialistica ante litteram, ovviamente trascolorata dal meraviglioso che, si ricordi sempre, svolge funzioni similari al fiabesco. Il tema della morte e della fine è sempre presente, nell' Orlando furioso , ma quasi mai in maniera prepotente, quanto come allusione (basti pensare alla sua...

La Letteratura deve rassicurare? Manzoni è rassicurante?

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  Nuova   polemica benedetta dalla temperie della cancel culture : I promessi sposi sarebbe  un romanzo che rappresenta la donna come debole, arrendevole e via blaterando. Andrebbe, dunque, censurato. Al di là del fatto che le accuse mosse al capolavoro di Manzoni sembrano proprio figlie di una mancata comprensione e conoscenza del libro stesso e della visione del mondo dell'autore, mi ha sempre colpito il fatto che l'opera dell'Alessandro nazionale sia considerata, nella vulgata, quella per me più corriva, rassicurante. Ricordo anche le stupidaggini dette da Galimberti, intellettuale di un certo spessore, non molto tempo fa: secondo il filosofo, infatti, I promessi sposi sarebbero addirittura diseducativi perché non instillerebbero, nel giovane nichilista del nuovo millennio (ma solo io vedo ragazzi che sognano e hanno passioni?) uno spirito pugnace e rivoluzionario. E Padre Cristoforo? Forse Galimberti lo rimuove o non ricorda che cosa rappresenta. Inviterebbe i ragazzi...

A testa in giù

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  La pioggia sul vetro della macchina, all'imbrunire. Noi fermi ad una stazione di servizio. La donna che mi porta a Sassari ha quasi vent'anni in più di me, mi parla di quel lungo film che dodici anni prima, al cinema, l'aveva incantata. Io ascolto, lei ricorda, mentre aspettiamo il suo amico.  L'inverno del 1996 sarà bello, mi dico. E intanto piove con più insistenza e il racconto della donna forse è aggredito dalla nostalgia. Come mai il suo amico ancora non arriva? Ci sarà qualche problema? - Tu hai solo diciannove anni - mormora lei ogni tanto e mi sorride increspando appena le labbra, poi si guarda nello specchietto retrovisore e sospira. I vetri si appannano, mi piace disegnare col dito forme strane e irregolari. Lei, in silenzio. A che pensa? Tre uomini con cappello e impermeabile vengono verso di noi. Dove li ho già visti? Sono bambino, anni Ottanta, ai tempi delle scuole Elementari. Coricato sulle ginocchia di zia Giulia aspetto che mi faccia la puntura. Come ...