C'era una volta Claudia Cardinale
La prima volta che la vidi ero bambino: in bianco e nero, imbronciata eppure così irresistibile, era la Carmela de I soliti ignoti del mai troppo rimpianto Mario Monicelli. Claudia Cardinale aveva qualcosa di stregonesco sospeso tra malinconia e sensualità; labbra tinte d'impudichi rimpianti, era la giovinezza e l'urto della vita. Per me, di una vita quale autostrada infinita di gioie, scoperte, piaceri. Poi sarebbe diventata il mio sogno, lentamente, crescendo, dopo averla vista, capita e sentita nel grandioso C'era una volta il West , del mio Sergio Leone. Per sempre la musica di Morricone nella memoria si sarebbe intrecciata al suo arrivo alla stazione: la promessa di un piacere che non si sarebbe mai potuto volgere in dolore , come scrive Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo . Eppoi a lei che guerreggia nel letto con il sadico Frank oppure alla fine, quando aspetta che Armonica le dica qualcosa e che si fermi con lei. L'avrei vista trasformarsi via via in Angelica ...